Amanda e Raffaele tornano liberi. I due giovani, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di reclusione per l’omicidio di Meredith Kerchner sono stati assolti dalla Corte d’assise d’appello di Perugia dall’accusa di aver ucciso nella notte tra il primo e il 2 novembre 2007 la studentessa inglese nella città umbra: “Il fatto – recita la sentenza – non sussiste”. L’unico colpevole dell’omicidio di Perugia resta Rudy Guede condannato a 16 anni in Cassazione. Amanda è stata condannata dai giudici a tre anni di reclusione (già scontati) per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. Quando ha sentito che dopo quattro anni sarebbe tornata libera Amanda si è lasciata andare a un pianto liberatorio, immediatamente raccolto dalla sorella e dai suoi legali, che hanno cercato di farle scudo davanti ai fotografi accorsi a Perugia da tutto il mondo. Anche Raffaele è rimasto in silenzio, prima di un lungo abbraccio con il suo avvocato, Giulia Bongiorno. Fuori dal tribunale la sentenza è stata accolta dalle proteste della folla, da cui si sono levati cori “vergogna, vergogna”. Luca Mauri, avvocato difensore di Raffaele Sollecito, ha replicato: “È gente che non sa quello che dice, è gente che non ha vissuto per quattro anni quello che hanno vissuto gli imputati. Le sentenze vanno accettate”. Le televisioni di tutto il mondo, dalla Bbc alla Cnn, hanno seguito in diretta l’evento. Negli Stati Uniti, per tutta la giornata sono andate in onda le dichiarazioni di Amanda alla Corte: “Non ho ucciso nessuno in vita mia, ero solo spaventata”. Ora gli Stati Uniti esultano. (Red – 3 ott)