Coira – Si inaugura oggi, alle 18, alla Galleria Arrivada di Coira, in Svizzera, una mostra che, fino al 7 dicembre, presenta le opere di Gianni Cella e Luciano Palmieri, protagonisti del cosiddetto “Nuovo Futurismo”, inteso come approccio dialettico alle forme che assumono sostanza “particolare” nel rendersi materia. Gianni Cella, confrontato col mondo cinematografico, potrebbe essere paragonato a Dario Argento. Egli infatti dalla sua fucina pavese, dà vita a piccoli mostri atti a far stupire e colpire con una certa crudeltà lo spettatore. Ma mantenendo una veste più pacata e socievole che li rende avvicinabili ed affrontabili essi divengono l’alter ego dell’autore. Attraverso un effetto a sorpresa, incarnano il concetto del nostro “mostro quotidiano” e nella loro enigmatica staticità fissano la materia ancora informe, che in potenza potrebbe plasmarsi con altre sembianze. Luciano Palmieri elabora uno stretto passaggio tra materiale ed immateriale trasformando la sua iniziale forza espressiva, raccolta nel turbinio di un movimento circolare e propulsivo in una spinta “alla flash gordon”, che conduce verso qualcosa di “futuribile” fino alla disintegrazione della materia stessa; per riappropriarsi delle sue infinite particelle. In questo modo egli dichiara che la ricerca dell’uomo, anche nel mondo dell’arte, non è ancora terminata perché infinite sono le forme in cui può riapparire. (9colonne)