Il bio è buono, fa bene alla salute, all’ambiente e soprattutto al Pil. Il settore, dopo un incremento record dell’11,6% nel 2010, anche quest’anno continua a registrare una crescita dei consumi del 11,5%, in controtendenza rispetto al resto dell’agroalimentare. Un successo costruito grazie alla qualità, alla sicurezza e all’eticità intrinseca dei prodotti bio, ma anche grazie all’esplosione dei canali di vendita alternativi come la vendita diretta, i gruppi di acquisto solidale, gli spacci aziendali, i mercatini del bio, l’e-commerce e la ristorazione collettiva. E proprio una giornata dedicata al biologico sarà quella che si terrà domenica prossima con la 12esima edizione della BioDomenica, la campagna di Aiab, Coldiretti e Legambiente che da dodici anni fa incontrare, nelle strade e nei centri delle città, i produttori biologici con i consumatori alla ricerca di cibo buono e sano. A Roma la BioDomenica si terrà dalle 10 al tramonto in via dei Fori imperiali con un mercato di produttori bio in vendita diretta, animazioni e laboratori per bambini, degustazioni e dimostrazioni pratiche. La BioDomenica è realizzata con il patrocinio di ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali, ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Roma Capitale, Fondazione campagna amica e Comitato italiano per la sovranità alimentare, e con il contributo di Azienda agricola Allevi, Azienda agricola biologica Pacini, BioSudtirol, Cir Food e SpazioBio. Sarà l’occasione per presentare tutti i vantaggi del biologico, riassunti nel dossier I valori del bio curato dalle tre associazioni. Secondo lo studio, negli ultimi sei anni i canali di distribuzione alternativi sono, infatti, cresciuti a un ritmo così vertiginoso da essersi accaparrati una quota di mercato che al Nord Est e al Centro si attesta al 30% delle vendite, al Nord Ovest al 21% e al Sud al 19%, per una media nazionale del 25%. I gruppi di acquisto solidale hanno visto un incremento del 234%, lo spaccio in azienda del 102%, i mercatini bio del 20%, l’e-commerce del 38%, i consumi extra-domestici del 44%, l’agriturismo del 62% e le mense scolastiche del 35%.
(7 ott – Red)
