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SALUTE: COLDIRETTI, ALMENO IL 25% DI CIBO “DOC” IN MENSE OSPEDALI

it@withub.it by it@withub.it
9 Ottobre 2011
in In evidenza top news
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Per la prima volta in Italia arrivano gli appalti verdi per le mense di scuole e ospedali gestite dalla pubblica amministrazione che devono garantire solo frutta e verdura di stagione, almeno il 25 per cento di prodotti a denominazione di origine (Igp e Dop), almeno il 15 per cento di carne biologica mentre almeno il 20 per cento del pesce deve provenire da acquacoltura bio. Lo rende noto la Coldiretti in occasione della Biodomenica, che si festeggia in tutta Italia a partire dai Fori Imperiali a Roma con la presentazione per la prima volta delle ricette antirughe della cucina biologica. Complessivamente si calcola che durante l’anno scolastico siano oltre 200 milioni i pasti biologici serviti soprattutto in nidi, scuole materne e primarie ma da un sondaggio condotto dal sito della Coldiretti emerge che la ristorazione scolastica non soddisfa tre italiani su quattro (77 per cento) perché si ritiene nel 64 per cento dei casi che debba essere migliorata con prodotti locali e biologici, mentre è troppo costosa per l’8 per cento e offre un menu poco variato per il 5 per cento. La novità assoluta degli appalti verdi, che devono essere recepiti da Comuni, Province e Regioni, è una risposta a questa esigenza con la qualità e la stagionalità dei prodotti offerti che entra finalmente – sottolinea la Coldiretti – nelle gare d’appalto degli Enti pubblici grazie all’introduzione di “Criteri ambientali minimi per il servizio di ristorazione collettiva e la fornitura di derrate alimentari” , previsti nell’ambito del Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione (cosiddetta Public Procurement) pubblicati sulla Gazzetta ufficiale. Al normale requisito base del prezzo più vantaggioso si affianca un meccanismo di punteggio che premia prestazioni ambientali, sociali o di fornitura di prodotti tipici meno diffusi e talvolta più costosi. In questo modo anche chi propone alimenti di qualità può dunque concorrere, nella fornitura di alimenti, senza vedere compromesso in partenza l’esito della gara, favorendo l’innovazione e il miglioramento socio ambientale del mercato. (Pap – 9 ott)

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