Roma, 8 ott- Dopo il parere favorevole con osservazioni alla Nota di aggiornamento al
Def, la Commissione Finanze ha ripreso l’esame della Relazione sui criteri per la
revisione del meccanismo di controllo e discarico dei crediti fiscali non riscossi.
Sul tavolo c’è una proposta di risoluzione depositata dai relatori Fenu (M5S) e
Bagnai (Lega) contenente numerosi impegni al Governo sul riordino proprio della
riscossione, che andrà effettuato all’interno della più complessiva riforma fiscale.
Innanzitutto andrà approntato un meccanismo automatico di discarico dei crediti
realmente inesigibili, senza oneri amministrativi a carico degli enti creditori e
contestualmente bisognerà potenziare la riscossione in termini di maggiori risorse
strumentali e di personale, di maggiori poteri di indagine e controllo periodico al
soggetto riscossore e di effettiva interoperabilità delle banche dati. Il tutto per
evitare la formazione di un nuovo magazzino dei crediti fiscali inesigibili. Inoltre,
se il contribuente non regolarizza il debito, le azioni di recupero devono essere
predisposte secondo un piano annuale adeguato alla capacità operativa dell’Agente
della riscossione, anche secondo logiche di raggruppamento dei crediti per valore; e
va modificato il sistema di remunerazione dell’agente della riscossione, rimasto
sostanzialmente immutato da quando il servizio era affidato in concessione a privati
(mentre oggi è a gestione pubblica da parte dell’Agenzia delle entrate-Riscossione).
Anche il sistema sanzionatorio va rimodulato, con multe proporzionate alla gravità
dell’illecito contestato (soprattutto per quanto riguarda il mancato versamento di
imposte dovute e regolarmente dichiarate ma non pagate per comprovate difficoltà
economiche), tanto che per i recidivi (ossia per chi elude o tenta di eludere
sistematicamente ed in modo ingiustificato l’attività di riscossione) si chiedono
interventi più incisivi, compresa l’esclusione dai limiti di aggressione al
patrimonio personale previsti dalla legge del 2013. E inoltre, andrebbe semplificata
la normativa dei tassi d’interesse, ormai stratificatasi nel tempo, equiparando
quelli dovuti per tardivo pagamento a quelli riconosciuti dalla Pubblica
Amministrazione A livello organizzativo, si chiede una riforma della governance
dell’Agenzia della Riscossione, attribuendo maggiore controllo a quella delle
Entrate. Quanto infine alla situazione attuale, si chiedono modalità di rientro
graduale dei debiti derivanti dai piani di rateazione sospesi per la pandemia,
eventualmente rimodulando i piani originari. (Bep)