“Nell’attuale società globalizzata il problema non sta tanto nell’emigrazione in sé, ma nella scarsa capacità attrattiva del nostro sistema verso l’esterno. Anche gli altri paesi subiscono la fuoriuscita dei ‘cervelli’, ma al contempo ne attraggono, mentre da questo punto di vista l’Italia mostra un saldo negativo”. Lo ha detto Eugenio Marino, responsabile del Pd per gli italiani nel mondo a margine della presentazione del volume “L’Altra Italia. Emigrazione storica e mobilità giovanile a confronto” di Stefano Pelaggi, avvenuta presso la sala delle Colonne di Palazzo Marini. Per Marino è questo saldo negativo tra nuova emigrazione e arrivi dall’estero la questione da affrontare, perché non solo esprime la scarsa capacità attrattiva dell’Italia, ma finisce con il causare anche un impoverimento in termini di know how, a tutto danno del nostro sistema economico-produttivo. “L’Italia oggi non riesce a rispondere ai bisogni profondi del Paese e alle questioni poste dalla crisi internazionali e per questa ragione sono in ripresa le emigrazioni che oggi avvengono a tutti i livelli: dal pizzaiolo al ricercatore” aggiunge Marino analizzando le cause della nuova mobilità giovanile italiana verso l’estero. Sotto il profilo della memoria e della consapevolezza la lezione sulla nostra emigrazione nel secolo scorso non è stata però ancora assorbita se è vero che ancora oggi “a livello generale, sia accademico sia politico, c’è una sottovalutazione del fenomeno storico e attuale dell’emigrazione italiana”, la quale è argomento “che continua ad essere considerato di nicchia”.
(11 ott – Kat)