Kidapawan – Oltre 35 anni di vita dedicati interamente al volontariato, alla solidarietà, alla preghiera. Un cuore grande, una passione smisurata per i bambini e la voglia di aiutare quanta più gente possibile a superare la fame e la miseria. E’ questo il ritratto più bello di Padre Fausto Tentorio, il prete italiano ucciso poche ore fa a Kidapawan, nelle Filippine, per mano di due sicari che lo hanno freddato con colpi di pistola alla testa e alla schiena pochi minuti dopo la riunione di presbiterio a cui aveva partecipato. Padre ‘Pops’ – così lo chiamavano i suoi fedeli – era arrivato nelle Filippine parecchi anni fa, nel 1978, al punto che quella terra ormai la conosceva davvero bene; conosceva la sua gente, le ricchezze e la tanta povertà, ne conosceva i pericoli e le insidie. Già nel 2003era sopravvissuto ad un tentativo di omicidio, questa volta invece si è dovuto arrendere alla crudeltà dei suoi assassini. La morte di Padre Tentorio, nato nel 1952 a San Maria di Rovagnate (Lecco), è stata confermata dal vescovo di Kidapawan, Romolo de la Cruz. Si tratta del terzo religioso del Pime, il Pontificio istituto missioni estere, ucciso nell’isola di Mindanao. Nel 1985 perse la vita sotto i colpi di un gruppo paramilitare Padre Tullio Favalli, mentre nel 1992 due uomini in moto (come accaduto per Tentorio) uccisero Padre Salvador Carzedda. (9colonne)