Senza ricorrere a una legislazione di emergenza o a nuove leggi speciali”, “sto valutando l’introduzione di alcune norme specifiche che rendano più efficace il contrasto e la prevenzione”: strumenti da dare alle forze dell’ordine come “il fermo di polizia e l’arresto obbligatorio per bloccare ad esempio chi in prossimità di pubbliche manifestazioni risulta in possesso di veri e propri kit di guerriglia urbana”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, nella sua informativa al Senato sulla manifestazione di Roma degli “indignati” di sabato scorso. Il ministro ha quindi elencato quelle “nuove misure”, che “il Parlamento deve varare” per consentire alle forze dell’ordine “efficaci azioni per evitare che le violenze vengano attuate” e per intervenire “sia in modo preventivo e che repressivo in modo efficace”. A partire “dall’estensione dell’arresto in flagranza differita anche alle pubbliche manifestazioni analogamente a quanto previsto per le manifestazioni sportive”. E poi “un provvedimento di polizia preventivo per impedire a chi ha precedenti specifici di partecipare alle manifestazioni di piazza sul modello del Daspo o dell’Asbo introdotto nella legislazione inglese dal governo Blair”. Inoltre il ministro pensa a “uno specifico reato associativo per chi esercita violenza organizzata nelle manifestazioni, aggravanti speciali per reati comuni commessi però in occasione di manifestazioni pubbliche e maggiori tutele giuridiche e legali per gli operati di polizia sia sotto il profilo penale che civile”. Infine “l’obbligo per gli organizzatori di una manifestazione di prestare idonee garanzie patrimoniali per gli eventuali danni provocati durante la manifestazione stessa”. Tutti provvedimenti, ha riconosciuto Maroni, “che investono la sfera di diritti costituzionalmente garantiti” e per questo motivo, ha spiegato, “intendo avviare da subito una preventiva consultazione con tutte le forze politiche prima di presentare un provvedimento di legge al Consiglio dei ministri, cosa che peraltro intendo fare in tempi molto rapidi” perché “rispetto a temi così delicati mi auguro di poter contare sull’approccio responsabile di tutti al fine di pervenire rapidamente, con il dovuto equilibrio, ma anche con il necessario rigore a individuare le soluzioni migliori per garantire a tutti il diritto di manifestare il proprio pensiero in modo pacifico ma anche e soprattutto il diritto di tutti i cittadini a città sicure in cui vivere”, ha concluso Maroni. (Pif – 18 ott)