Roma, 27 ott – E ora tra le “vittime” della crisi economica c’è anche Halloween. Quest’anno non ci sarà il solito “business stregato”. Gli oltre 9 milioni di appassionati di questa festa di origine anglosassone spenderanno il 10 per cento in meno rispetto al 2010, anche se il fatturato complessivo resta su cifre elevate: 360 milioni di euro tra dolcetti e cioccolata, zucche, costumi e cene. Per il prossimo 31 ottobre saranno, così, ridimensionati i consumi di un fenomeno commerciale che negli anni è entrato prepotentemente nel nostro costume. E, quindi, le difficoltà congiunturali degli italiani non risparmieranno neanche le zucche nostrane. Le vendite di questo particolare prodotto agricolo si preannunciano fiacche, nonostante i prezzi sui campi si siano mantenuti stabili. Forse qualche eccezione dovrebbe esserci per le zucche decorative che potrebbero segnare una leggera crescita (tra l’1 e il 2 per cento). A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha svolto un’indagine sul territorio nazionale. La vendita delle zucche non sarà, però, un affare per gli agricoltori. Basti pensare che sul prezzo di vendita finale la fase produttiva incide per appena il 18 per cento. Il che -sottolinea la Cia- è insufficiente alle imprese agricole per coprire i costi produttivi, burocratici e contributivi che hanno ormai raggiunto livelli proibitivi. (SEGUE)