“Nessuna limitazione alla sovranità italiana, quella del Fondo monetraio internazionale sarà una certificazione esterna”: così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto, in conferenza stampa, alle molte domande dei giornalisti sul ruolo che l’organismo di credito internazionale avrà nel futuro dell’Italia. Parlando a margine del G20 di Cannes, Berlusconi ha più volte sottolineato che il Fmi “non deve intervenire dando un giudizio sulla bontà delle riforme, ma solo certificare che le riforme concordate con l’Eurogruppo vengano attuate”. “L’istituzione specializzata per la certificazione è il Fmi – ha detto ancora Berlusconi – e noi abbiamo chiesto che il Fondo possa certificare pubblicamente ogni tre mesi l’avanzamento delle nostre riforme per poter comunicare ai mercati finanziari il procedere di queste riforme”. “Il Fondo monetario internazionale – ha detto Berlusconi nel corso della conferenza stampa con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti – con grande cortesia ci aveva anche offerto dei fondi. Noi abbiamo rifiutato questa offerta, ringraziando, perché non riteniamo che sia necessario un intervento di questo tipo”. “Se il Fmi non dovesse certificare l’avanzamento di queste riforme saremmo in difficoltà, ma noi le attueremo” ha detto ancora Berlusconi, convinto “che sia una moda passeggera quella dei mercati che si avventano sul debito sovrano dell’Italia. Noi pensiamo davvero che l’Italia sia una economia solida”. Il presidente del Consiglio ha voluto sottolineare che la richiesta di certificazione avanzata al Fmi è stata “concordata con il Quirinale”. “Siamo tutti sulla stessa barca e il presidente della Repubblica ha agito in un modo per cui io mi sento di ringraziarlo pubblicamente” ha detto Berlusconi che parlando delle consultazioni ha aggiunto: “Il Quirinale ci ha informato della sua volontà che era assolutamente positiva perché di fronte alla necessità di approvare le riforme, auspicava che da parte dell’opposizione ci fosse una convergenza su queste riforme e noi l’abbiamo apprezzata”. (Clr – 4 nov)