Dopo un colloquio di circa due ore e mezzo con il presidente della Repubblica al Quirinale, Mario Monti ha sciolto la riserva sull’incarico di formare un nuovo esecutivo e ha annunciato la lista dei ministri che formeranno il suo governo. Poi il giuramento e subito dopo il primo Consiglio dei ministri con la cerimonia della “campanella” e il passaggio di consegne tra l’ex inquilino di Palazzo Chigi Silvio Berlusconi e il neo premier. In totale 17 ministri, nessun politico e tre donne in ruoli chiave come Giustizia, Interno e Welfare. Il professore tiene per sé l’interim al ministero dell’Economia e delle finanze, mentre agli Esteri va Giulio Terzi di Sant’Agata, all’Interno Anna Maria Cancellieri, Paola Severino alla Giustizia), Corrado Passera al ministero dello Sviluppo e delle infrastrutture, Mario Catania diventa ministro delle Politiche agricole), Corrado Clini dell’Ambiente, Elsa Fornero al ministero del Welfare cno delega anche alle Pari opportunità, Renato Balduzzi alla Salute, Francesco Profumo al ministero dell’Istruzione, università e ricerca e Lorenzo Ornaghi ai Beni culturali. Ministri senza portafoglio sono Enzo Moavero Milanesi (Rapporti con l’Ue), Fabrizio Barca (Coesione territoriale), Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento), Piero Gnudi (Turismo e sport) e Andrea Riccardi alla Cooperazione internazionale e integrazione). Antonio Catricalà diventa sottosegretario alla Presidenza del consiglio al posto di Gianni Letta, il cui nome fino all’ultimo momento sarebbe stato oggetto di trattativa tra le principali forze politiche e Monti, nonostante l’annunciato “passo indietro” dello stesso Letta. Domani sera il nuovo governo dovrebbe ricevere la fiducia da parte del Senato e venerdì quella della Camera dei deputati. Alla fine la scelta dell’ex commissario Ue è caduta su una squadra tutta di tecnici, scelta che ora Monti rivendica, dopo aver tentato in ogni modo di integrare il suo esecutivo con rappresentanti delle principali forze politiche che lo appoggeranno in Parlamento: “La non presenza di politici agevolerà anziché ostacolare il governo” perché “toglierà un motivo di imbarazzo” ai partiti, ha sottolineato Monti, che ha auspicato anche il superamento di “una fase dialettica molto vivace” che stanno vivendo i partiti e si è augurato che il nuovo governo possa dare un “contributo al rasserenamento e alla coesione tra le forze politiche”. Ad ogni modo, ha assicurato, non prenderà in considerazione “eventuali ingressi di esponenti politici nell’esecutivo in un secondo momento”, e quindi niente “passaggi in corsa, perché di corsa si tratterà”. Una corsa soprattutto contro la speculazione finanziaria che sta colpendo i titoli italiani sui mercati, per i quali il neo premier si augura un “rasserenamento”: “Siamo sicuri di ciò che abbiamo fatto”, ha detto Monti, e “confido che ciò si tradurrà anche, pur in una fase delicata, in un rasserenamento di quella parte della difficoltà dei mercati concernente il nostro Paese”. Monti ha sottolineato poi che “sono stati affidati a personalità femminili ministeri di particolare rilievo” come quello dell’Interno, della Giustizia e del Lavoro e Politiche Sociali. (Pif – 16 nov)