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I “MALEDUCATI DIGITALI”: UNA MAIL SBAGLIATA PUO’ COSTARE LA CARRIERA

it@withub.it by it@withub.it
21 Novembre 2011
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banca operazioni di sportello - economia ©giuseppe giglia

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Usare male posta elettronica, Blackberry o Twitter può compromettere la carriera lavorativa. La pensano così tre direttori del personale su quattro (76%) interpellati dalla società di recruiting specializzato Robert Half, che ha realizzato un’indagine su 650 direttori del personale di Stati Uniti e Canada. Esiste un galateo della rete, la cosiddetta “netiquette”, e chi non lo osserva rischia di pagarne le conseguenze nei processi di valutazione aziendale. Tra i comportamenti impropri più comuni, c’è l’invio di email confidenziali a destinatari sbagliati, la pubblicazione di commenti negativi sui social network, l’uso sconsiderato del telefonino e, per il 45% dei manager che ammette di farlo regolarmente, la cattiva abitudine di controllare i messaggi di posta elettronica durante le riunioni. “L’estrema rapidità dei processi di comunicazione elettronica espone le persone a crescenti rischi per la reputazione – commenta Carlo Caporale, Associate Director di Robert Half – e spesso la buona educazione non è sufficiente a tutelarci dalla brutte figure: ci può tradire la funzione di autocompilazione del destinatario nel programma di posta elettronica o il fatto di non saper resistere ai segnali del nostro Blackberry che indicano l’arrivo di nuovi messaggi. Rispettare e apprendere alcune regole di bon ton nell’utilizzo dell’elettronica, quindi, ci farà magari rallentare di qualche secondo nell’invio di un messaggio o una mail, ma senz’altro ci porterà a migliorare di molto i rapporti interpersonali”. Ma chi sono quelli che ignorano la netiquette? Robert Half ha definito i cinque profili più comuni e i consigli per non cascarci più. 1) “La lagna”. E’ il collega che non perde occasione per diffondere le sue lamentele legate al lavoro via email, Facebook, Twitter. Consiglio: guardare il lato positivo. Per evitare di vedersi affibbiare questa etichetta, cercare di mantenere un tono positivo nei propri messaggi e affrontare le questioni negative off-line e in privato. 2) “Il rompiscatole”. Il suo telefonino sembra non disporre della modalità silenziosa: riceve e fa telefonate in qualsiasi circostanza, anche in riunione o mentre parla con i colleghi, indifferente agli altri. Tra la musichetta della suoneria e le sue conversazioni personali in pubblico, non c’è modo di concentrarsi quando è nelle vicinanze. Consiglio: sul lavoro, la suoneria del telefonino dovrebbe sempre essere in modalità silenziosa. Allontanarsi dai colleghi o entrare in una stanza chiusa per le telefonate private. 3) “L’enigmatico”. Utilizza sigle e abbreviazioni per ogni tipo di conversazione, non usa la punteggiatura e per la fretta fa orrori ortografici o grammaticali, costringendo sempre i destinatari a chiedere spiegazioni. Consiglio: moderare l’uso delle abbreviazioni negli sms o nelle email. Spendere più tempo nella redazione di un messaggio ne fa risparmiare a chi lo legge, cosa sempre molto apprezzata. 4) Mister Pop-up. E’ un fanatico della chat e tempesta il prossimo di messaggi istantanei, con i relativi alert sonori. Consiglio: i messaggi istantanei sono utili soltanto in determinate situazioni. Se non ci sono oggettive necessità di urgenza, sollecitare le risposte può avere un effetto controproducente: nella maggior parte dei casi, un solo messaggio email è sufficiente. 5) Quello che non ascolta mai. Durante ogni riunione o conference call, è costantemente impegnato a controllare il telefono o la posta elettronica e non è in grado di partecipare compiutamente al confronto con gli altri partecipanti. Consiglio: anche il multitasking va preso a piccole dosi. Le riunioni servono al confronto operativo ma anche per valutare le persone: concentrarsi sui temi oggetto di discussione e autoimporsi limiti precisi per la consultazione dei messaggi.
(Red – 21 nov)

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