Non si ferma la corsa del gasolio che è arrivato a toccare il nuovo record storico di 1,575 euro al litro. Per il Codacons la forbice tra l’andamento del prezzo della benzina, in calo, e quello del gasolio, in continua salita, è “l’ennesima dimostrazione di una speculazione in atto e che il record raggiunto oggi è pretestuoso, arbitrario e del tutto immotivato”. Per questo il Codacons si appella al nuovo ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera affinché, “a differenza del suo predecessore, intervenga finalmente con misure serie di liberalizzazione nel settore carburanti e convochi i petrolieri per stoppare questi rialzi infondati che si ripercuotono sui prezzi finali delle merci trasportate e, conseguentemente, sull’inflazione”. “È l’occasione migliore – sottolinea l’organizzazione dei consumatori – che ha il ministro Passera per dimostrare con i fatti di stare dalla parte dei consumatori e non, come qualcuno lo ha accusato, dalla parte dei cosiddetti ‘poteri forti'”. A commentare la corsa del prezzi del gasolio anche Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef: “Un andamento particolarmente grave – dicono – tra l’altro del tutto ingiustificato dal momento che il petrolio, da diversi giorni a questa parte, è in lieve calo”. “A destare particolare preoccupazione non sono solo le ricadute dirette che tali rincari avranno sulle tasche degli automobilisti, ma anche e soprattutto le ricadute indirette” sottolineano Trefiletti e Lannutti che aggiungono: “Il gasolio è il carburante maggiormente utilizzato per il trasporto delle merci. Un notevole aumento di questo carburante comporta, pertanto, pesantissime ripercussioni sui prezzi finali, in particolar modo per i beni di largo consumo. L’impatto più allarmante – avvertono – è quello che si avrà sui prezzi dei beni alimentari, per i quali si avranno, di questo passo, ricadute di 130 euro a famiglia. Una prospettiva gravissima – concludono – soprattutto alla luce della forte contrazione dei consumi persino nel settore alimentare e dell’elevata crescita dei prezzi (secondo gli ultimi dati il cosiddetto ‘carrello della spesa’ segnava un aumento del +4,1%). Tutto ciò fa presagire un Natale ancora più gelido dell’anno passato, che già aveva registrato un crollo dei consumi di oltre il 12%”. Come il Codacons anche Federconsumatori e Adusbef lanciano un appello al Governo: “Ci auguriamo che intervenga al più presto per arginare questa situazione, disponendo un sistema di controlli e verifiche contro i fenomeni speculativi che ormai son divenuti parte integrante del settore. Non dimentichiamo che, solo per i recenti aumenti del gasolio, la filiera petrolifera incrementa i propri introiti di ben 600 milioni di euro. È indispensabile inoltre, come ribadiamo da tempo, avviare un indispensabile processo di modernizzazione e liberalizzazione, che consentirebbe di eliminare le inefficienze e calmierare i prezzi”. (21 nov – red)