Secondo una recente indagine, gli europei considerano prioritario, l’aiuto alle popolazioni povere. Dal nuovo sondaggio di Eurobarometro risulta che l’84% degli interpellati è a favore degli aiuti allo sviluppo destinati a far uscire dalla povertà la popolazione mondiale. La maggioranza (84%) dei cittadini dell’Ue si dichiara inoltre a favore di aiuti Ue imperniati sul buongoverno e sui diritti umani nei Paesi in via di sviluppo, lo stesso orientamento delineato dal commissario Piebalgs nel “programma di cambiamento” recentemente proposto. Secondo la stessa indagine, i cittadini europei sono pronti a partecipare attivamente all’aiuto ai poveri: la metà di essi è disposta a pagare di più la spesa quotidiana (ad esempio i prodotti del commercio equosolidale) se sono certi che se ne avvantaggeranno i Paesi in via di sviluppo. “Gli europei – ha detto Andris Piebalgs, commissario europeo per lo Sviluppo – stanno mandando un messaggio chiaro ai politici dell’Ue e del mondo: anche in periodi di difficoltà economica rimangono fermamente impegnati ad aiutare gli altri a uscire dalla povertà. A questa generosità deve corrispondere la responsabilità politica. Dobbiamo dar prova di maggiore efficienza e trasparenza nell’indicare i risultati dei nostri aiuti e dimostrare che i finanziamenti fanno una vera differenza. Il Forum di alto livello sull’efficacia degli aiuti che si terrà la prossima settimana a Busan (Corea del Sud) rappresenta un’occasione importante per esaminare come possiamo rendere i nostri aiuti ancora più efficaci e sono lieto che i cittadini ci sostengano in questo nostro proposito”. L’Eurobarometro ha rivelato che i giovani europei (15-24 anni) esprimono un forte sostegno alla politica di sviluppo: 9 su 10 pensano sia importante aiutare i poveri e il 41% lo considera “molto importante”, a fronte del 35% delle persone di oltre 40 anni. I giovani danno inoltre prova del maggiore impegno personale per questa causa: il 53% dei giovani e il 60% degli studenti, infatti, sarebbe pronto a pagare di più certi prodotti (ad esempio quelli del commercio equosolidale) se ciò andasse a vantaggio delle popolazioni povere del mondo. I giovani hanno inoltre espresso la maggiore determinazione a mantenere l’impegno di aumentare i livelli di aiuto (69%, a fronte di una media del 62% di tutti gli interpellati).Il 62% dei cittadini europei si dichiara a favore di un aumento degli aiuti allo sviluppo, per portarli almeno allo 0,7% del reddito nazionale lordo dell’Ue entro il 2015. Il 70% pensa che l’Africa subsahariana sia la regione del mondo più bisognosa di aiuti per combattere la povertà; seguono il Medio oriente e il Nordafrica (33%). L’80% è a favore del collegamento della politica di sviluppo con altre politiche dell’Ue, ad esempio quelle in materia di migrazione, commercio o accesso all’energia. Il 42% ritiene che l’efficacia degli aiuti possa essere aumentata soprattutto tramite una più stretta collaborazione con gli stessi paesi in via di sviluppo, mentre il 36% propende per una maggiore cooperazione con altri paesi donatori, quali gli Stati Uniti e l’Australia.
(Red – 23 nov)