Con l’avvicinarsi del Consiglio dei ministri del 5 dicembre nel quale il governo Monti approverà le prime misure anticrisi e il rincorrersi di “mezzi annunci” e indiscrezioni sui possibili interventi in materia previdenziale, cresce la preoccupazione dei sindacati che anche oggi sono tornati a far sentire la loro voce, chiedendo un incontro al nuovo esecutivo. Netta la presa di posizione della Cisl che con il suo segretario Raffaele Bonanni ha definito “molto grave” il fatto che non sia stato previsto nessun incontro con le parti sociali su questa materia “perché il confronto serve a trovare soluzioni eque”. Al momento, ha sottolineato Bonanni, la volontà di aprire un tavolo da parte del governo sembra “inesistente”. Meno esplicita ma abbastanza chiara sulle possibili conseguenze di scelte assunte senza la consultazione preventiva dei sindacati è stata oggi Susanna Camusso: “Non abbiamo informazioni su convocazioni da parte del governo, ma immagino che il governo sappia che ci sono materie come pensioni e lavoro su cui agire per decreto sarebbe molto complicato”. Nel merito delle ipotesi circolate in questi ultimi giorni è intervenuto invece il segretario della Uil Luigi Angeletti, definendo “palesemente ingiusto” un innalzamento della soglia dei 40 anni per le pensioni di anzianità senza che questo determini una maggiorazione della pensione: “Qualunque sindacato – ha spiegato Angeletti – non può essere d’accordo con un sistema che preveda che le persone continuino a lavorare dopo i quarant’anni di anzianità, versando contributi ‘a vuoto’, che non hanno effetto sull’innalzamento della pensione”. ”Anche perché – ha sottolineato – un terzo di stipendio non è poco e quindi il meccanismo è palesemente ingiusto”. Sulla definizione di ieri della Camusso del numero “40” come di “un numero magico che non può essere toccato”, caustico il commento di oggi di Bonanni (“E’ un problema di cabala?”), con il segretario della Cisl che ha invitato il leader di Corso d’Italia a non mettere in atto il solito “gioco delle parti” e a porsi come obiettivo principale l’apertura di un tavolo con il governo. Una qualche disponibilità in questo senso l’ha espressa la titolare del Welfare Elsa Fornero, che però ha chiarito che la decisione finale spetta al premier Monti e comunque andrebbe trovata “una finestra” per il confronto con i sindacati prima del 5 dicembre visto i vincoli temporali imposti dalla gravità della situazione (titoli italiani ancora sotto attacco della speculazione sui mercati finanziari e Consiglio europeo dell’8 e 9 dicembre decisivo per l’euro). (1 dic – Pif)
