Dopo Francia, Germania e Olanda anche l’Italia richiama il suo ambasciatore a Teheran, Alberto Bradanini, per mandare ”un segnale molto chiaro alle autorità iraniane”. Come ha spiegato il ministro degli Esteri Giulio Terzi da Bruxelles, si tratta di una decisione presa “per un approfondimento doveroso della situazione, il tutto in stretto contatto con altri partner europei”, dopo l’attacco di martedì scorso all’ambasciata britannica (Londra nel frattempo ha chiuso completamente la propria sede diplomatica a Teheran). La Farnesina ha inoltre convocato l’ambasciatore iraniano a Roma chiedendo formalmente garanzie sulla sicurezza dell’ambasciata italiana a Teheran, mentre la rappresentanza diplomatica italiana in Iran ha raccomandato ai connazionali di “alzare il livello di attenzione”, evitando in particolare “di avvicinarsi a moschee e processioni religiose”. Nel frattempo i ministri degli Esteri Ue hanno deciso di congelare gli asset e bloccare i visti a 134 nuove società o organizzazioni iraniane e ad altre 37 persone, mentre stando alle dichiarazioni del ministro francese Alain Juppé, l’Unione starebbe studiando “sanzioni più dure e senza precedenti nei settori finanziario e petrolifero” a causa dei forti sospetti sugli armamenti atomici che Teheran starebbe mettendo a punto. (Pif – 1 dic)