Una manovra che avrà un valore complessivo di 24 miliardi al lordo della delega fiscale, secondo quanto avrebbe riferito il presidente del Consiglio Mario Monti nel corso dell’incontro di stamattina con le parti sociali e gli enti locali, che si atterrà – secondo quanto avrebbe ribadito lo stesso premier – ai principi cardine di rigore, equità e sviluppo e che potrebbe anticipare l’obiettivo del pareggio di bilancio dal 2013 al 2012. Nella manovra che vedrà la luce nel Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio si prevede una stretta sulle pensioni, che dovrebbe comportare l’estensione del metodo contributivo pro rata per il calcolo della pensione a tutti: secondo quanto avrebbe riferito alle parti sociali il ministro del Welfare Elsa Fornero, la pensione di anzianità a qualsiasi età si dovrebbe raggiungere con 42 anni di contributi per quanto concerne gli uomini, con 41 invece per le donne, mentre la convergenza uomini-donne per l’età di vecchiaia a 66 anni (per gli uomini dal 2012) dovrebbe essere raggiunta nel 2018. Si prevede inoltre l’introduzione di un criterio di flessibilità per quanto riguarda l’uscita verso la pensione. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera avrebbe invece annunciato la defiscalizzazione dell’Irap per quanto riguarda il costo del lavoro, mentre secondo quanto trapela la manovra dovrebbe contenere anche tagli agli enti locali. In allarme i sindacati: “Grande preoccupazione destano le linee sulla previdenza se venissero confermate, in quanto rappresentano un durissimo colpo ai redditi dei pensionati” afferma il segretario della Cgil Susanna Camusso, mentre secondo il leader della Cisl Raffaele Bonanni “la manovra grava solo su lavoratori e pensionati. Occorrono invece – sottolinea il sindacalista – risposte immediate ma ben ponderate”. Critiche vengono espresse anche dal segretario generale della Uil Luigi Angeletti mentre per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia a questa manovra non ci sono alternative: “Pensiamo – afferma – che la situazione sia molto grave: oggi non è demagogia dire che i prossimi 10 giorni decideranno se l’euro sopravviverà o no”. (Roc – 4 dic)