Il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema ridotto di 25 punti base, all’1%; quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale ridotto di 25 punti base, all’1,75% e il tasso sui depositi presso la banca centrale ridotto di 25 punti base, allo 0,25%. Sono queste le principali decisioni adottate dalla Banca Centrale Europea nella riunione odierna del consiglio direttivo. Ma non solo. Perché a Francoforte si è deciso anche di porgere una mano alle banche con il lancio di due operazioni che danno alle istituzioni finanziarie liquidità illimitata a tre anni o 36 mesi. Nuove misure che – ha spiegato Draghi – “assicureranno un rafforzato accesso alla liquidità per le banche e faciliteranno il funzionamento del mercato monetario nell’area euro”. Una prima mossa anti-crisi che però potrebbe rivelarsi vana qualora non venisse affiancata da decisioni politiche di rilievo. Draghi è stato chiaro: i governi europei dovranno fare tutto il possibile per “supportare la sostenibilità di bilancio nel complesso dell’area euro. Una nuova compact unione fiscale che comprenda un fondamentale riassestamento delle regole di bilancio, insieme agli impegni di bilanci dei governi dell’area euro”. Smentite, invece, le voci di un possibile tetto allo spread: “non ne abbiamo mai discusso” ha puntualizzato il governatore della Bce. (Ram – 8 dic)