L’accordo è arrivato nella notte. Ora esiste una tabella di marcia che va seguita: un’intesa mondiale, in sostanza, per salvare il clima e che vede impegnati tutti i paesi. A Durban, dunque, dopo lunghi e difficili negoziati “si è riuscito ad evitare il fallimento e rinnovare il Protocollo di Kyoto – sottolinea Legambiente – come regime di transizione verso un nuovo accordo globale che dovrà coinvolgere anche le maggiori economie del pianeta superando l’attuale contrapposizione tra paesi industrializzati e in via di sviluppo”. La “Piattaforma di Durban” prevede infatti la sottoscrizione di un nuovo accordo globale entro il 2015 e la sua applicazione a partire dal 2020. “Esito questo non scontato visto l’ostruzionismo degli Stati Uniti, – sostiene Legambiente – sostenuti da Canada Australia e Nuova Zelanda con Russia e Giappone a dar loro manforte. Ma grazie al ruolo determinante dell’Europa – finalmente con il sostegno convinto anche del nostro governo – è stato possibile dare vita ad una Coalizione di Volenterosi tra paesi industrializzati emergenti e in via di sviluppo in grado di spingere India e Cina ad abbandonare il gioco dei veti contrapposti e costringere gli Stati Uniti ad approvare un mandato a sottoscrivere un accordo globale che abbia il Protocollo di Kyoto come architrave”. ”L’Italia – ha detto il ministro dell’ Ambiente Corrado Clini, commentando i risultati della conferenza Onu – è nel gruppo di testa dei paesi che hanno voluto l’ accordo di Durban e ora siamo impegnati a dare seguito all’ accordo nelle politiche nazionali, nella nostra partecipazione alle decisioni europee e nel rafforzamento del nostro partenariato con Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica”. “La conferma della necessità di agire subito per contrastare i cambiamenti climatici al centro della conferenza di Durban viene anche dal fatto che il 2011 in Italia si classifica al sesto posto tra gli anni più caldi da oltre due secoli ma è stato anche l’anno in cui si sono moltiplicati gli eventi estremi con frane e alluvioni che hanno portato alla perdita di numerose vite umane”. E’ quanto afferma invece la Coldiretti sulla base delle rilevazioni dell”Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), dai quali emerge che l’anno meteorologico 2011 (dicembre – novembre) ha fatto segnare temperature medie superiori di 0,88 gradi rispetto alla media di riferimento del periodo 1971-2000. (11 dic – red)