“Siamo qui per riportare in vita un malato molto grave”. È la metafora che ha scelto di usare il ministro del Lavoro Elsa Fornero, intervistata da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione “In mezz’ora”, per parlare dell’Italia e della crisi economica che sta vivendo il Paese. Nel corso dell’intervista non poteva mancare ovviamente un riferimento alla riforma delle pensioni: “Ci hanno chiamato al capezzale del malato – ha detto il ministro – c’ erano altri medici i quali hanno ritenuto di non essere in grado di risolvere la crisi del malato Italia e hanno chiamato altri medici, dicendogli: ‘provateci voi'”. “Ma – ha spiegato – i tempi di intervento sono stati molto brevi, perché lo stato di malattia era molto grave”. Fornero poi, si è detta pronta al confronto: “Non c’è la predisposizione a fare solo interventi tecnici, ma c’è una predisposizione al dialogo su materie che toccano la vita delle persone” ha assicurato. “Il problema – ha aggiunto Fornero – è che noi dovevamo fare in fretta”. Il ministro ha poi precisato che stasera parteciperà all’incontro convocato dal premier Mario Monti con i sindacati. “Dal punto di vista dell’equità, nel senso dell’imposta patrimoniale, mi pare che questo governo stia facendo abbastanza” ha precisato il ministro che ha continuato: “Noi non abbiamo un’anagrafe che consenta oggi di prendere i grandi patrimoni” e se il governo “fosse venuto fuori con l’idea di avviare questa anagrafe in modo di poter colpire tra due anni questi grandi patrimoni, noi non saremmo stati credibili e sicuramente la manovra non avrebbe realizzato in tempi brevi quello che invece sta realizzando”. Infine, il problema Fiat: “Il nostro sforzo è che resti italiana” ha detto Fornero, mentre dalla prossima settimana, ha ricordato il ministro, si inizierà a lavorare sul mercato del lavoro. “Dobbiamo fare in modo che il mercato del lavoro, funzionando meglio, possa dare pensioni migliori di quelle che oggi sono promesse ai giovani, alle donne. Questi sono i cambiamenti epocali che in qualche modo stiamo disegnando”. “La riforma del mercato del lavoro – ha spiegato il ministro al programma di Rai3 – sarà oggetto di confronto con le parti sociali, ma quella non fa cassa, quella – ha concluso – dovrà cambiare i meccanismi”. (11 dic – PO / red)