Roma, 22 dic – Secondo Starbatty l’unione di bilancio di Angela Merkel arriva “troppo tardi” perché “i paesi con i conti non in ordine potranno risanare i propri bilanci solo con misure di austerity. Ma questa austerity applicata in un momento di recessione, anziché a un aumento delle entrate con più tasse e più tagli, porta alla forte erosione della base di contribuenti. Sta accadendo in Grecia, accadrà anche in Spagna e in Italia”. E a quanti chiedono un forte intervento della Bce risponde che “sarebbe un passo deciso verso l’inflazione, e questo alla fine porterebbe ugualmente al crollo dell’unione monetaria”. E tornado al caso Italia sottolinea: “A me risulta che la quota di export italiano sul mercato mondiale è scesa dal 6,2% di quell’anno al 2,8% attuale. E’ un problema gravissimo per l’Italia, che invece ha bisogno di crescita e di export per ottenere l’avanzo di bilancio necessario per fermare l’indebitamento. La Germania ha seguito la via opposta: ha aumentato l’export e, al contrario dell’Italia, ha avuto una crescita molto contenuta dei salari. Una situazione che non fa che aumentare la forbice all’interno dell’Ue”. L’economista alla sopravvivenza dell’euro dà “al massimo due anni, ma le cose possono ancora accelerarsi” e “sarebbe terribile per chi non ha difese, come pensionati, operai, semplici dipendenti. Saranno loro – in Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda – a pagare il conto più grande. Gli altri stanno già prendendo le misure necessarie per proteggersi”.
(red)