La Cgil alza i toni. Lo fa attraverso i social network, scegliendo Twitter per inviare precisi messaggi al governo Monti e a Cisl e Uil. Una presa di posizione ferrea che parte con una sorta di ultimatum al presidente del Consiglio: “Se il governo Monti vuole un accordo, chiami i sindacati e parli chiaro, individuando obiettivi e strumenti. E’ solo buon senso altrimenti è solo tutto fumo per decidere da soli”. “Non chiediamo che si torni alla concertazione modello anni ’90 – si legge in un secondo tweet dalla sede di Corso d’ Italia – ma pretendiamo un confronto serio e onesto”. Sull’ articolo 18 lo scontro non sembra voler placarsi e la Cgil si scaglia anche contro il senatore del Pd, Pietro Ichino. Nel mirino la sua proposta di contratto unico definita “pubblicità ingannevole” che “non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani. Serve un piano del lavoro per i giovani usare il contratto di inserimento e formazione per cancellare i contratti precari a oltranza”. (4 gen – Ram )