L’Istat rende noto che a novembre gli occupati sono 22.906 mila, in diminuzione dello 0,1% (-28 mila unità) rispetto a ottobre. Il calo riguarda la sola componente femminile. Nel confronto con lo stesso mese dell’anno precedente l’occupazione diminuisce dello 0,3% (-67 mila unità). Il tasso di occupazione si attesta al 56,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e di 0,2 punti in termini tendenziali. Il numero dei disoccupati, pari a 2.142 mila, aumenta dello 0,7% (+15 mila unità) rispetto a ottobre. La crescita riguarda la componente femminile. Su base annua il numero di disoccupati aumenta del 5,6% (+114 mila unità). Il tasso di disoccupazione si attesta all’8,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 30,1%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,1% rispetto al mese precedente. In confronto a ottobre, il tasso di inattività rimane stabile e pari al 37,8%. Alla modesta crescita dell’occupazione italiana (+39.000 unità) si associa il significativo sviluppo di quella straniera (+120.000 unità). Tuttavia, mentre il tasso di occupazione degli italiani segnala un contenuto incremento (dal 56,1% al 56,3%) quello degli stranieri è in robusta discesa: dal 63,7 del terzo trimestre 2010 al 62,5%. La mancata uscita degli occupati più adulti (+168.000 unità, nella classe con almeno 55 anni), soprattutto di quelli con contratto a tempo indeterminato, più che compensa il calo su base annua di quelli più giovani (-157.000 unità, nella classe fino a 34 anni). Gli occupati a tempo pieno tornano ad aumentare (+0,3%, pari a 65.000 unità). L’aumento riguarda l’occupazione dipendente, soprattutto a termine, e coinvolge in misura più accentuata l’industria in senso stretto, l’agricoltura e gli alberghi e ristorazione. Gli occupati a tempo parziale continuano a crescere (+2,8%, pari a 94.000 unità), ma si tratta, ancora una volta, di part-time involontario.
Dopo due trimestri in discesa, il numero dei disoccupati registra un aumento su base tendenziale (+1,9%, pari a 36.000 unità). La crescita, che riguarda esclusivamente le donne, interessa il Centro e il Mezzogiorno. Sale nuovamente l’incidenza della disoccupazione di lunga durata, dal 50,1% del terzo trimestre 2010 al 52,6%. Il tasso di disoccupazione è pari al 7,6%, un decimo di punto in più rispetto a un anno prima; l’indicatore passa dal 6,8% del terzo trimestre 2010 al 6,7% per gli uomini e dall’8,7% all’attuale 9% per le donne. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni sale dal 24,7% del terzo trimestre 2010 al 26,5%, con un picco del 39% per le donne del Mezzogiorno. Dopo quasi tre anni, torna a scendere la popolazione inattiva. La riduzione deriva dalla nuova robusta riduzione della componente italiana (-167.000 unità) non compensata dall’ulteriore aumento di quella straniera (+106.000 unità). Il tasso di inattività si porta al 38,3%, tre decimi di punto in meno rispetto a un anno prima. Inoltre la disoccupazione maschile diminuisce del 3,7% rispetto al mese precedente, mentre aumenta del 6% nei dodici mesi. Il numero di donne disoccupate cresce del 6% rispetto a ottobre e del 5,2% su base annua. Il tasso di disoccupazione maschile (pari al 7,6%) scende di 0,3 punti percentuali nell’ultimo mese e cresce di 0,4 punti nel confronto con l’anno precedente; quello femminile (pari al 9,9%) è in aumento di 0,6 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,5 punti rispetto a novembre 2010. Gli uomini inattivi diminuiscono dello 0,3% in confronto al mese precedente e dello 0,6% su base annua. Il numero di donne inattive segna una variazione positiva dello 0,1% nel confronto congiunturale e dello 0,3% nei dodici mesi. (Red – 5 gen)