Iraq, Afghanistan, Kosovo, Israele: esperto di guerre e conflitti, il reporter francese Gilles Jacquier, ucciso oggi in Siria, questi Paesi li conosceva bene. L’inviato di France 2 lavorava ormai da oltre 10 anni in zone di guerra e quest’anno aveva anche ricevuto il premio Ilaria Alpi per il miglior reportage internazionale grazie a un suo servizio sui giovani della rivoluzione tunisina. Jacquier ha perso la vita a Homs dove si trovava con gruppo di giornalisti autorizzati dal ministero della Comunicazione di Damasco per seguire la manifestazione pro Assad. Durante il corteo, infatti, sono partiti diversi razzi che hanno colpito alcune persone, facendo almeno otto morti. Tra i feriti, circa 25, anche un altro giornalista di nazionalità belga di cui ancora non si conosce il nome. Dopo la conferma da parte di France 2 della morte del suo inviato, il ministro degli Esteri francese Alain Juppé ha chiesto che venga aperta un’inchiesta sul decesso del giornalista in Siria “affinché sia fatta piena luce sulle circostanze di questo dramma”. L’uccisione di Jacquier è un “atto odioso” secondo Juppé, che chiede al governo di Damasco di “garantire la sicurezza dei giornalisti internazionali sul loro territorio e di proteggere una libertà fondamentale che è la libertà di informazione”. L’ambasciatore francese a Damasco, Eric Chevallier, ha chiesto al governo siriano di fornire “tutto l’aiuto necessario alle persone che accompagnavano il nostro connazionale”. Nel frattempo dall’Ue arriva la conferma delle sanzioni contro la Siria dal momento che “il regime – ha detto la portavoce del ministro degli Esteri Ue Catherine Ashton – ha promesso fin dall’inizio della rivolta riforme che non sono mai state realizzate. Pertanto, ricordiamo che Assad ha perso qualsiasi credibilità e deve lasciare il potere per consentire una transizione reale in Siria”. “Finché continuerà la repressione – ha detto la portavoce -l’Unione europea manterrà la sua politica di misure sempre più restrittive e sanzioni contro il regime, non contro la popolazione civile”. (PO / Cle – 11 gen)