La Camera dei deputati ha negato l’autorizzazione all’arresto di Nicola Cosentino. Il coordinatore regionale del Pdl in Campania, accusato dalla Procura di Napoli di riciclaggio e concorso esterno in associazione camorristica, è stato salvato dall’Aula con 309 voti, contro i 298 favorevoli all’arresto. Determinante per l’esito del voto, che si è svolto a scrutinio segreto, è stato il ‘no’ all’arresto dei sei deputati Radicali ma anche la linea scelta dalla Lega Nord, che ha lasciato ai suoi parlamentari libertà di coscienza al momento del voto. L’Aula ribalta dunque la decisione della Giunta per le autorizzazioni della Camera, che aveva dato il via libera all’arresto del parlamentare, proprio grazie ai voti decisivi della Lega Nord. Il caso Cosentino mette in evidenza, ancora una volta, la spaccatura interna al Carroccio tra la linea dettata dall’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, favorevole all’arresto, e il leader del partito Umberto Bossi che sulla questione ha chiesto invece di votare “secondo coscienza”. Subito dopo il voto in Aula Maroni ha negato tensioni con il Senatur. Con Bossi, ha detto, “non c’è nessun problema” e ha ribadito la sua posizione sul sì all’arresto precisando che solo “pochi” leghisti hanno votato contro, anche se stamattina, prima del voto, durante la riunione del Carroccio la tensione era altissima e gli scambi tra deputati molto accesi. (Clr – 12 gen)