“Continuare a dare voce, nelle istituzioni, a quegli italiani che sono fuori dai confini nazionali sarà il modo migliore di rendere onore alla memoria dell’ on. Mirko Tremaglia”. Queste le parole del deputato del Pd eletto all’ estero Franco Narducci in occasione della commemorazione della figura dell’ ex ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, scomparso all’ età di 85 anni lo scorso 30 dicembre, avvenuta oggi in Parlamento. Narducci ha ricordato i valori ai quali era legato Tremaglia sottolineando il suo essere “un parlamentare, rigoroso, un uomo sicuramente di parte ma anche aperto e fautore di ampie intese, soprattutto quando erano in gioco i diritti degli italiani sparsi in ogni parte del mondo”. “Non possiamo dimenticare – ha detto Narducci – l’ impegno straordinario che Mirko Tremaglia ha profuso in tanti anni per gli italiani residenti all’ estero che per lui hanno rappresentato la ragione di vita della sua azione politica, in coerenza con la sua indole di lavoratore infaticabile per il bene del nostro Paese, oltre gli schieramenti politici. Mirko Tremaglia è stato, purtroppo, anche l’ ultimo ministro per gli Italiani nel mondo. Per molti anni si è battuto, con la passione che l’ ha sempre contraddistinto, per il doveroso riconoscimento dell’ effettività del diritto di voto all’ estero di quanti, come me, pur essendo lontani dalla propria patria, nutrono un amore per l’ Italia spesso non immaginabile, ma che le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’ unità d’ Italia hanno portato agli occhi di tutti”. “Mirko Tremaglia – ha proseguito Narducci – ci ha lasciato proprio nell’ anno del centocinquantesimo anniversario, con un’ Italia cambiata, che ha bisogno di affrontare le tematiche ancora vive dell’ emigrazione, che ha ripreso vigore, seppure con connotazioni nuove, e dell’ immigrazione e dei diritti ad essa connessi, in una prospettiva di integrazione. Tremaglia ha saputo dare voce, anche ottenendo la modifica della Costituzione, a quegli italiani che sono dovuti partire verso terre straniere, spesso inospitali, spinti dalla necessità di fuggire dalla miseria e dalla disoccupazione, ha saputo dare valore al loro coraggio e alla loro voglia di essere italiani con nel cuore il sogno e la speranza viva di un futuro migliore, una speranza anche interrotta da tragedie come quella di Marcinelle dell’ 8 agosto 1956 che Tremaglia volle ricordare istituendo la giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. (red – 12 gen)