In attesa dei provvedimenti sulle liberalizzazioni, che saranno varate questa settimana dal governo – come ribadito dal presidente del Consiglio Mario Monti nella conferenza stampa dopo l’incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Ue Herman Von Rompuy -, si fa sempre più “infuocato” il clima a causa delle agitazioni – in corso o preannunciate – da parte delle categorie interessate. Figisc e Anisa, le associazioni dei gestori dei distributori di carburante legate a Confcommercio, lanciano un grido di battaglia, proclamando uno sciopero le cui date devono ancora essere definite, ma che prevederà comunque una serrata degli impianti di 7 giorni. “La scelta di intervenire sull’esclusiva di fornitura nella rete carburanti – spiega una nota delle due organizzazioni – non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor più impossibile fin da subito”. “Non solo, la norma che autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service senza più la presenza dell’operatore – continua la nota – è un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il Paese”. Non in sintonia con questa decisione altre due sigle dei gestori, Faib e Fegica, secondo cui “si tratta di annunci precipitosi ed intempestivi, se non altro perché ancora in assenza di un testo accreditato”. Oltre ai taxi, c’è allarme anche nel settore delle farmacie: “Se il decreto sulle liberalizzazioni dovesse essere questo, per le 3.823 parafarmacie si decreterebbe per legge il fallimento. Stando al testo in circolazione, infatti, la parafarmacia si troverebbe a competere con ulteriori 5.500 farmacie senza avere nemmeno la disponibilità di dispensare i farmaci di fascia C, ovvero a carico del cittadino e con obbligo di ricetta” è l’allarme lanciato questa mattina dal Coordinamento nazionale delle Parafarmacie – Forum nazionale Parafarmacie, Anpi (Associazione nazionale parafarmacie italiane e Mnlf (Movimento nazionale liberi farmacisti). (Roc – 16 gen)