New York – “I motivi della mia fuga, perché nonostante tutto di fuga si è trattato, risalgono ai tempi di Vieni via con me. Dopo il successo della trasmissione, l’attenzione su di me di media e politica e dei media proni alla politica è diventata altissima. La mia famiglia è diventata oggetto di ricerche, di domande, di curiosità. Ogni giorno sentivo una pressione enorme. Mezze parole, commenti idioti, sorrisi aperti e dietro le spalle schiumanti insulti. Gli ‘addetti ai livori’ sono così. Non si interviene su ciò che dici o su come lo dici: si cerca di delegittimarti, o di creare un clima avverso. Un modo per poter dire a se stessi che chi riesce a parlare a molti è corrotto dai media, è una schifezza, un bluff”. Così Roberto Saviano – nella storia di copertina da lui firmata nel numero di Vanity Fair in edicola da domani – racconta perché ha accettato con entusiasmo l’invito a insegnare alla New York University, e come è stata l’esperienza – terminata poche settimane fa – di vivere per sei mesi a New York. A partire dal giorno del suo arrivo. (9colonne)