“Una strategia di sviluppo e crescita per il Paese” articolata in sei punti che vede al primo posto gli investimenti sulle infrastrutture, e poi l’accesso al credito e la patrimonializzazione delle imprese, la revisione del mercato del lavoro, l’internazionalizzazione e la semplificazione normativa e amministrativa. Solo ultime arrivano le liberalizzazioni. E’ questa l’analisi del Popolo della libertà su ciò che dovrebbe fare il governo guidato da Mario Monti per rilanciare l’Italia, contenuta in un documento presentato oggi al Senato dal segretario Angelino Alfano insieme con gli ex ministri Renato Brunetta e Paolo Romani e i capigruppo Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, oltre a Massimo Corsaro. Quanto alle liberalizzazioni, Brunetta ha sottolineato che la visione del Pdl sul tema è “gerarchizzante, nel senso che ci sono dei punti fondamentali dai quali partire e poi via via vengono tutti gli altri”. La lunga analisi degli interventi auspicabili per aprire il mercato in molti settori dell’economia italiana si articola infatti in 13 punti che vedono in cima alle priorità un’azione nel comparto energia, in particolare per abbattere il suo costo, che “è il primo handicap per la concorrenzialità delle nostre imprese”, si legge nel testo. Poi a seguire tutti gli altri settori: trasporti, servizi pubblici locali, settore bancario e assicurativo, servizi postali, telecomunicazioni, distribuzione carburanti, giustizia civile, privatizzazione dell’Inail, diritti d’autore. E solo negli ultimi tre gradini della classifica si trovano le professioni, le farmacie e i taxi, che tante polemiche stanno suscitando in questi giorni. A partire dalle proposte concrete contenute nel documento presentato oggi, ha ribadito infine Brunetta, il Pdl darà battaglia in Parlamento per stimolare il governo Monti a realizzare effettivamente le liberalizzazioni, perché “se si perde tempo in questioni marginali allora vuol dire che si vuole parlare d’altro”. “Per quanto ci riguarda il governo se vuole può intervenire” anche su taxi e farmacie nel decreto sulle liberalizzazioni, a patto che sia “un intervento organico, che segua una logica gerarchica” ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano. Bene le liberalizzazioni, quindi, ma no ad un accanimento solo contro alcune categorie perché “se si pensa di convincere le agenzie di rating con qualche intervento su farmacie o taxi, liberi di crederci ma noi non ci crediamo”, ha ribadito il segretario. (Pif – 19 gen)