Nel Consiglio dei ministri di domani sarà adottato il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza per il naufragio della Costa Concordia al Giglio. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini durante la sua informativa al Senato, ricordando che in attesa di questo provvedimento “è stata già adottata dalla Capitaneria di Porto la delibera per la dichiarazione dello stato d’emergenza locale, che è già attivo e che sta già mettendo in moto le procedure di emergenza per prevenire gli eventuali danni alla costa”. Per la nave da crociera bloccata vicino alle coste dell’isola toscana, ha detto il ministro, c’è un rischio “molto alto” di scivolare dai fondali da circa 40 metri di profondità dove si trova a quasi 90 metri. Un rischio che, ha spiegato Clini, è “condizionato dalle condizioni meteorologiche” e per questo motivo è importante fare presto. Clini ha ribadito che le operazioni per il recupero degli eventuali dispersi “non sono ancora concluse” e questa ancora “è la priorità”. Per questo non è ancora stato possibile avviare le operazioni per la messa in sicurezza della nave e per il recupero delle oltre 2.300 tonnellate di carburante stivate nella nave. Per portare via questo combustibile, ha precisato il ministro, dovrebbero essere necessarie “non meno di due settimane”, sempre condizioni meteo permettendo: il piano di interventi “è in fase di approvazione finale” e prevede che si proceda attraverso l’esplorazione di ogni serbatoio, il preriscaldamento del combustibile denso e l’aspirazione del carburante, che verrà stoccato in apposite navi cisterna. Clini ha aggiunto anche che il governo sta valutando l’ipotesi di mettere a punto una norma che preveda, in via precauzionale, l’obbligo del doppio scafo anche per quelle “navi in cui il tonnellaggio richieda uno stoccaggio di combustibile oltre un certo limite” (oggi è previsto solo per le navi che trasportano prodotti petroliferi). Quanto alla questione dei cosiddetti “inchini” che questi giganti del mare sarebbero uso fare in prossimità di molte località turistiche italiane, il ministro ha chiarito che “per prevenire danni ambientali dovuti a rotte navali in zone sensibili e vulnerabili” il suo dicastero sta predisponendo, insieme con quello dello Sviluppo economico, “un provvedimento che definirà le linee guida per le Capitanerie di Porto in caso di navigazioni in zone ambientalmente sensibili e, in particolare, le misure per l’Arcipelago toscano e la laguna di Venezia”. (Pif – 19 gen)