Bruxelles – Nel pacchetto sulle liberalizzazioni che ha visto la luce nel Consiglio dei ministri di venerdì scorso “c’è roba vera”: ad assicurarlo il presidente del Consiglio Mario Monti al termine dell’Ecofin che si è riunito a Bruxelles. “Quello che dobbiamo spiegare – afferma il premier parlando delle liberalizzazioni – è che le misure sono un esercizio di sacrificio che riguarda tutti e che ciò che ha frenato la crescita economica italiana e che rende precaria la situazione dei giovani è una mentalità secondo cui l’interesse delle categorie viene prima dell’interesse generale”. Secondo il premier, inoltre, crescita ed occupazione devono diventare “sempre più un tema al centro del dibattito europeo” e su questi due fronti “in Italia stiamo facendo la nostra parte”, afferma Monti dopo aver illustrato ai ministri economici e finanziari della Ue le misure prese dal nostro governo sul consolidamento dei conti pubblici, sulla concorrenza e sulle infrastrutture. “Speriamo di poter procedere in modo abbastanza spedito – auspica il capo del governo -, pur nel rispetto delle esigenze di contrattazione, sul mercato del lavoro”.
Parlando inoltre del rafforzamento del fondo salva-stati, Monti sottolinea che se l’Esm convincerà i mercati probabilmente non sarà necessario utilizzarlo: “Se gli importi saranno di dimensioni tali da renderli credibili per i mercati è molto probabile che non debbano mai essere sborsati” spiega il presidente del Consiglio, che però – commentando una notizia della stampa tedesca sull’ipotesi di un Esm da mille miliardi – non fornisce nessuna cifra sulla possibile dotazione del fondo: “Non ho mai indicato nessuna cifra ma non ho bisogno di confermare né di smentire perché in quella notizia non è citata la fonte”. Sull’ipotesi che la Bce possa diventare prestatore di ultima istanza invece il premier si dice possibilista: “Credo – afferma – che si possa assistere ad una evoluzione”. (9colonne)