Via libera dell’Aula di Montecitorio alla fiducia posta dal governo sul decreto cosiddetto ‘milleproroghe’. I voti a favore sono stati 469, i contrari 74 e 5 gli astenuti. Il via libera finale della Camera al provvedimento è previsto per martedì prossimo, poi il testo passerà all’esame del Senato. Hanno votato a favore il Terzo Polo, il Pd e il Pdl, mentre la Lega Nord, l’Italia dei Valori e i parlamentari di Noi Sud hanno votato contro. ”Noi voteremo contro la fiducia perché ci avete mentito – aveva dichiarato in Aula il leghista Massimo Polledri – e il popolo se ne accorge, il popolo che scende in piazza, il popolo dei tassisti, dei notai, dei forconi che sono gli eredi politici di quei briganti che in qualche modo avevano detto no a uno stato centralista che si presentava con i militari e ne ha ammazzati 200mila”. Secondo Polledri Monti non è “il comandante della nave ma il secondo” perché a governare la nave è “qualcuno in Francia o in Germania e che non ci tratta bene”. No convinto alla fiducia anche da parte del gruppo dell’Italia dei valori. La deputata Silvana Mura ha spiegato che l’Idv non “boccia tanto il governo ma la maggioranza politica che lo sostiene”. “Questo esecutivo – ha spiegato Mura in Aula – ce lo avevano presentato come il Barcellona di Guardiola invece commette svarioni degni neppure di campetti di periferia ma se oggi siamo chiamati a votare la fiducia non è tanto per volere del governo ma per volere della maggioranza politica che lo sostiene che siccome non ha trovato un accordo sul milleproroghe ha imposto al governo la fiducia”. Sostegno convinto al governo e sì alla fiducia dal Terzo Polo. Il deputato di Fli Nino Lo Presti ha dichiarato in Aula: “Fli sostiene convintamente questo governo e non farà mancare suggerimenti e proposte per i prossimi interventi guardando all’interesse nazionale e per evitare emarginazioni o disparità”. La deputata del Pd Donata Lenzi nell’annunciare il voto favorevole dei democratici alla fiducia ha comunque sottolineato che il governo deve però “affrontare e risolvere” anche i “problemi irrisolti”. “Affrontiamo questi nodi – ha detto – oggi ci dobbiamo impegnare per fare dell’Italia un normale paese europeo”. (Clr – 26 gen)