Londra – E’ fresco di stampa il volume “Vernacular sonnets of Giuseppe Gioachino Belli”, tradotto in inglese da Michael Sullivan, per le edizione Windmill Books Limited Londra. Sullivan usa una lingua in cui non è prevalente l’inglese standard, ma piuttosto una lingua “delocalizzata”, una sorta di koinè della working class. Un po’ di cockney, ossia il dialetto londinese delle classi proletarie, integrato da apporti di altri dialetti inglesi contemporanei: quello che lui stesso definisce un “dispersed urban vernacular”. Egli cerca così di “naturalizzare” il testo romanesco dell’Ottocento, cioe’ di renderlo inglese ed attuale, appigliandosi a cose, persone e fatti della contemporaneita’ britannica. “Perciò una carrozza può diventare una macchina, un papa ignorante di archeologia può diventare il principe Carlo, un bullo romano un duro di Glasgow…”come lui stesso spiega. In tal modo il registro linguistico è dettato dal contenuto del sonetto stesso e non dalla falsa equivalenza romanesco-cockney. (9colonne)
