“Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Ora andiamo incontro a un nuovo anno di elevate aspettative con la testa bassa, concentrati per concretizzare gli obiettivi che ci siamo posti”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, commentando i risultati di Chrysler nel corso della conference call sui conti della casa statunitense che hanno visto la casa automobilistica statunitense tornare in utile nel 2011 per la prima volta dal 1997. Nel dettaglio, Chrysler ha fatto segnare profitti netti per 183 milioni di dollari: +835 milioni di dollari rispetto al 2010, quando le perdite erano state di 652 milioni. I ricavi sono stati invece pari a 55 miliardi di dollari, facendo segnare un 31%. Nel 2011 la quota di mercato negli Stati Uniti è cresciuta al 10,5% (+1,3% rispetto al 2010), mentre le vendite mondiali sono aumentate del 22% , pari a un milione 855 mila unità . Per il 2012, che Marchionne ritiene sarà un anno di “transizione” Chrysler stima un utile netto di 1,5 miliardi di dollari su ricavi per 65 miliardi di dollari. Ancora, l’amministratore delegato ha dichiarato nel corso della conference call che “entro la fine del 2016 acquisiremo il resto” delle azioni di Chrysler, di cui al momento Fiat detiene il 58,5%. Se i risultati della casa statunitense sono nel segno del rilancio, non è da meno la performance fatta registrare da Fiat Industrial, che nel 2011 ha visto quasi raddoppiare il proprio utile netto rispetto al 2010, passato da 378 milioni di euro a 701: più di quanto era stato fissato nei target dal consiglio d’amministrazione. L’indebitamento netto industriale di Fiat Industrial è sceso da 1,9 miliardi di euro del 2010 a 1,2 miliardi del 2011. Nel suo primo anno come società quotata, Fiat Industrial – nata nel gennaio 2011 dallo scorporo di Fiat Group – proporrà un dividendo totale per il 2011, per le tre classi di azioni, di 240 milioni di euro. (Kat 1 feb)