È stato accolto il ricorso della Germania contro l’Italia che chiedeva a Berlino le indennità per le vittime dei crimini di guerra nazisti. A stabilirlo la Corte internazionale di giustizia dell’Aja: “La Corte – ha detto il giudice Hisashi Owada – ritiene che l’azione dei tribunali italiani di negare l’immunità costituisca una violazione dei suoi obblighi nei confronti dello Stato tedesco”. La Germania ha ottenuto così il blocco delle indennità dopo uno scontro legale scoppiato nel 2008, in seguito al riconoscimento da parte della Corte di cassazione italiana la possibilità ad alcuni familiari delle vittime della strage del 29 giugno 1944 a Civitella, Corna e San Pancrazio, nell’aretino, dove morirono 203 civili, di ricevere indennizzi individuali da parte della Germania. Secondo Berlino la decisione violava la Convenzione di Vienna del 1961, il Trattato di pace stipulato con l’Italia e “l’immunità giudiziaria” del Paese tedesco. Secondo Roma si tratta invece di “crimini internazionali” che hanno una precedenza rispetto alle immunità nazionali. “Rispettiamo la sentenza emessa oggi dalla Corte Internazionale di Giustizia”, ha commentato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, secondo il quale l’Italia continuerà “ad affrontare insieme alla Germania tutti gli aspetti che derivano dalle dolorose vicende della Seconda Guerra Mondiale, in una prospettiva di dialogo e di tutela delle istanze di giustizia delle vittime e dei loro familiari”. (SEGUE)
(Cle – 3 feb)
