LA PIU’ GRANDE ANTOLOGICA SU GIO’ POMODORO
Un vero e proprio museo diffuso nel territorio dell’alto Monferrato per la più importanti antologica dedicate a Gio’ Pomodoro. L’evento, dal titolo “Gio’ Pomodoro. Il percorso di uno scultore: 1954-2001”, si snoda fino al 30 aprile tra Alessandria, Acqui Terme, Novi Ligure, Valenza, Tortona e Casale Monferrato. In ben nove sedi espositive sono esposte 173 opere per un viaggio nella poetica e nell’estetica dei monumentali e straordinari capolavori dello scultore marchigiano. In particolare ad Alessandria, a Palazzo del Monferrato, sono esposte, oltre all’opera monumentale “Grande Ghibellina”, 12 sculture in bronzo, pietra e marmo. All’ingresso di Palazzo Cuttica è collocata l’opera monumentale “Sole deposto”. Nel cortile della sede della Camera di Commercio un’altra scultura monumentale in bronzo “Colloquio col figlio”. A Valenza, città nota in tutto il mondo per la storica tradizione orafa, trova luogo nell’Oratorio della Chiesa di san Bartolomeo, una preziosa serie di 45 gioielli-scultura di Pomodoro. Un altro gioiello di questa manifestazione è la Villa Ottolenghi di Acqui Terme dove è esposta la grande opera in bronzo “Due” mentre a Casale Monferrato, nel loggiato della Villa Comunale, si ammira la grande opera-capolavoro in bronzo lucido “Folla”.
UNA POLAROID CONTRO I RAGGI FREDDI
Fino al 10 marzo La galleria Norma Mangione di Torino presenta una mostra su Horst Ademeit (1937-2010) che, per più di vent’anni, a partire dal 1987, nella sua casa di Dusseldorf, ha creato un archivio che consiste in migliaia di fotografie e scritti per documentare l’impatto dei raggi freddi, radiazioni che lui riteneva dannose per la sua salute nonché potenziale minaccia per il mondo stesso. Per farlo ha utilizzato strumenti di misurazione tecnici e ha annotato meticolosamente nei margini delle Polaroid circostanze, dati e descrizioni, in modo nel corso degli anni sempre più fitto. Dalla presunta minaccia dei raggi freddi Ademeit si proteggeva usando magneti, erbe medicinali e applicandosi sul corpo piccole sfere di legno. Il suo lavoro è stato scoperto per caso e presentato in una galleria a Colonia nel 2009, portando Ademeit alla notorietà.
ITALIA 150: AL VITTORIANO LE PIU’ ANTICHE CARTE GEOGRAFICHE
In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la mostra “Antica Cartografia d’Italia” ospitata presso il Complesso del Vittoriano fino al 4 marzo, presenta una raccolta di circa 200 antiche carte geografiche d’Italia e stampe di battaglie del Risorgimento della collezione Gianni Brandozzi realizzate dal XV al XX secolo. L’esposizione, a cura dell’Unità Tecnica di Missione per le celebrazioni del 150.mo anniversario dell’Unità d’Italia della Presidenza del Consiglio e dell’associazione culturale Giovane Europa, presenta la celeberrima “Tabula Peutingeriana”, la carta costantiniana realizzata nel IV secolo raffigurante l’itinerario di viaggio all’interno di tutto l’impero romano. Si tratta quindi della più antica carta da viaggio non solo d’Italia ma d’Europa e paesi limitrofi. Il percorso tra le antiche carte d’Italia dal XV al XIX secolo inizia dalle affascinanti immagini delle prime carte tolemaiche, con un’Italia appena abbozzata. Esposta anche la prima carta d’Italia a stampa del 1478. Carta simbolo della mostra è “Panorama Italiano” del 1861, voluta da Cavour per festeggiare la nascita del nuovo stato. L’ultima sezione è dedicata all’Italia nelle carte satiriche, una raccolta di carte umoristiche dove vengono rappresentate le tensioni politiche dei vari paesi d’Europa tra ‘800 e ‘900. si articola in quattro aree tematiche.
TAVOLARA, L’INVENTORE DELL’ARTIGIANATO SARDO MODERNO
Nel 110.mo anniversario della nascita l’assessorato al turismo della Regione Sardegna celebra Eugenio Tavolara (1901-1963), creatore di arti applicate, scultore, designer e soprattutto l’artista che ha inventato l’artigianato sardo moderno, e con esso una nuova immagine della Sardegna al crocevia fra attualità e tradizione, radici locali e cultura internazionale. Appassionato di esoterismo e astrologia, affascinato dal passato nuragico e dagli antichi miti e credenze dell’Isola, Tavolara dà corpo a un “mondo magico”: un mondo trasfigurato dall’immaginazione e popolato di presenze, nel quale, i confini tra uomo e natura, soggetto e oggetto, sono ancora labili e fluttuanti. La mostra “Eugenio Tavolara. Il mondo magico”, che si tiene fino al 30 aprile al Tribu di Nuoro, spazia nell’intera carriera dell’artista – dalla scultura alle arti applicate ed ai progetti di design – e presenta una serie di figure che hanno collaborato con lui: gli artisti Tosino Anfossi, Mario Pompei, Gavino Tilocca, l’intagliatore Pasquale Tilloca, e i moltissimi artigiani della Sardegna che hanno realizzato i suoi progetti.
AL MAXXI I RICICLI PIU’ “CREATIVI” DEL TERZO MILLENNIO
Roma, 3 feb – E’ “Re-Cycle. Strategie per l’architettura, la città e il pianeta”, la grande mostra che il Maxxi Architettura di Roma dedica, fino al 29 aprile, all’architettura del terzo millennio e ai suoi autori più innovativi. In mostra oltre 80 opere tra disegni, modelli, progetti di architettura, urbanistica e paesaggio, in dialogo continuo con opere di artisti, designer, video maker, con ampi sconfinamenti verso produzioni musicali e televisive. Tra i ricicli “più creativi” i dischi di Jimi Hendrix e altre rockstar incisi sulla lastra di un cranio fatturato o di una tibia nella Russia della Guerra Fredda e la parete in bottiglie riciclate in PET con cui Miniwiz ha interamente rivestito il padiglione EcoARK a Taipei. La mostra si espande all’esterno del museo con due installazioni site specific: il progetto Maloca dei designer brasiliani Fernando e Humberto Campana e il padiglione Officina Roma in materiale riciclato del collettivo tedesco Raumlaborberlin. Tra i “pezzi” più noti e spettacolari esposti in mostra si segnalano: il plastico originale del progetto della High Line di New York, il disegno di Peter Eisenman per Cannaregio a Venezia, quelli di Superstudio sulla sopraelevazione del Colosseo, il modello dei Tunnel di Trento, trasformato in museo da Elisabetta Terragni e le foto del progetto di James Corner che trasforma una discarica in parco a Staten Island. Inoltre uno straordinario MAXXIblob di 1500 ore viene proiettato per tutta la durata della mostra .
A NAPOLI “UN MUSEO TUTTO DA BERE”
La mostra “Un museo tutto da bere. Calici antichi e vini campani in Floridiana”, allestita fino al 15 aprile al Museo nazionale della Ceramica Duca di Martina, a Napoli, è dedicata al vino nei suoi differenti contesti d’uso: profano, mitologico e liturgico. In continuità con le precedenti esposizioni presentate al Museo Duca di Martina in Villa Floridiana, dedicate al tè, al caffè, alla cioccolata e alla birra, in questa occasione viene presentata una selezione di oltre duecento opere realizzate tra il Quattrocento e l’Ottocento: ai delicati oggetti -calici, bicchieri, bottiglie e brocche in vetro, cristallo, argento, avorio, porcellana e maiolica- sono affiancati dipinti legati al tema del vino. Le opere provengono dalle straordinarie raccolte di arti decorative di musei napoletani, prima fra tutte quella di Placido de Sangro Duca di Martina, e da collezioni pubbliche e private. La mostra – organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, con il contributo della Camera di Commercio di Napoli – è affiancata da una serie di attività collaterali – conferenze, seminari, concerti e laboratori di degustazione – che consentiranno di approfondire i diversi aspetti della cultura del vino, da quello botanico e produttivo, a quello socio-economico ed enogastronomico.
