NINO D’ANGELO “IN C’ERA UNA VOLTA… UN JEANS E UNA MAGLIETTA”
E’ in scena al teatro Ambra Jovinelli di Roma, fino al 12 febbraio, “C’era una Volta…Un Jeans e Una Maglietta”, il grande one man show autobiografico di Nino D’Angelo, legato proprio a “Nu Jeans e Na Maglietta”, la canzone che, agli inizi degli anni ’80 lo lanciò facendo letteralmente scoppiare il fenomeno “Nino D’Angelo”. Al centro della scena, in una sera, i tanti aneddoti inediti di Nino che partono dai suoi inizi nelle sceneggiate a “Tano da Morire” passando per il film “Nu’ Jeans e Na’ Maglietta”, che fa da leit-motiv dello spettacolo. Il tutto pensato come un dialogo generazionale tra il “Nino” di oggi e quello di ieri. L’ambientazione teatrale è nella Galleria Umberto di Napoli. “Sono nato doppio – dice lo stesso Nino – in me convivono il Nino del caschetto degli anni 80 e quello di oggi. Finalmente i due saranno contemporaneamente in scena e parleranno l’uno dell’altro”. (red)
OTTAVIA PICCOLO E VITTORIO VIVIANI IN “L’ ARTE DEL DUBBIO”
Martedì 7 e mercoledì 8 febbraio arriva al Teatro Comunale di Monfalcone, (Gorizia) fresco di debutto e in anteprima regionale, “L’ arte del dubbio”, lo spettacolo che Stefano Massini, drammaturgo italiano fra i più originali, ha tratto dall’ omonimo libro di Gianrico Carofiglio. Prodotto da “La Contemporanea”, lo spettacolo vede in scena, diretti da Sergio Fantoni, i bravissimi Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani che, dopo il grande successo degli spettacoli “Processo a Dio” e “La commedia di Candido”, tornano in palcoscenico con una nuova, originalissima sfida. A chi chiede loro perché abbiano scelto “L’ arte del dubbio” di Carofiglio per mettere in scena uno spettacolo, gli attori, il regista e l’ autore della versione teatrale sottolineano il fascino del tema del processo e, soprattutto, la struttura aperta del libro, che ha dato loro la possibilità di costruire uno spettacolo dalla forma non convenzionale. Il processo, quindi, come ricostruzione sociale della realtà, non mezzo di punizione ma catarsi dei dubbi: un momento importante per la formazione dell’ opinione collettiva, che avviene in scena attraverso l’ uso libero, spregiudicato e spettacolare della parola. (PO / red)
ARRIVA A MILANO “MIND JUGGLER” CON FRANCESCO TESEI
Conosciuto al grande pubblico dopo le apparizioni tv al “Senso della vita” di Bonolis e “Mistero” con Raz Degan, Francesco Tesei torna dal vivo lunedì 6 febbraio al Teatro Nazionale di Milano, con uno spettacolo che svela i suggestivi meccanismi che regolano la mente e la comunicazione. Come un vero e proprio giocoliere della mente – da cui il titolo dello spettacolo “Mind Juggler” – Francesco Tesei conduce i suoi spettatori dentro al labirinto di specchi della mente. Mind Juggler è uno spettacolo originale e fortemente interattivo: attraverso la guida di Tesei, gli spettatori scoprono in maniera ironica e brillante le “magie” della comunicazione e le risorse straordinarie nascoste nel proprio inconscio, in un percorso nel quale i confini tra realtà e illusione, tra oggettività e suggestione, diventano sempre più sfocati. Il mentalismo contemporaneo è un viaggio affascinante e ironico alla scoperta di forze di natura psicologica spesso invisibili e misteriose. Secondo la teoria fondante del mentalismo di Tesei “il mondo è fatto di parole; quando conosciamo le parole di cui il mondo è fatto, possiamo fare di esso ciò che vogliamo”. (red)
ROMA: “TERRONI”AL TEATRO DELL’ ANGELO
Dal libro di Pino Aprile con l’ adattamento teatrale e regia di Roberto D’ Alessandro, il teatro dell’ Angelo di Roma, ospiterà dal 7 febbraio, data in cui ci sarà anche Eugenio Bennato, “Terroni” con Roberto D’ Alessandro e I Pandemonium. Lo spettacolo è alla sua quarta edizione con numerosissime repliche. L’ intento è quello di restituire allo spettatore la stessa impressione che procura al lettore il libro, cercando di includere quante più informazioni possibili, dando un ordine che abbia un senso teatrale aderente al genere scelto, ossia il teatro canzone. (red)
GRANDE ATTESA A ROMA PER”COPPÉLIA”
Debutta oggi al Teatro dell’Opera di Roma, Coppélia, il balletto classico francese tratto dalla favola Der Sandmann di E.T.A Hoffmann. Il balletto in tre atti è proposto sul palco del Teatro Costanzi nella versione di Eric Vu-An con due giovani danzatori del Ballet Nice Méditerrannée, l’uruguayana Paula Acosta e l’italiano Alessio Passaquindici (3, 4, 5 febbraio), che si alterneranno con la prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera, Gaia Straccamore e Alessio Rezza (7, 8 febbraio). Nel ruolo grottesco del fabbricante di bambole Coppelius, lo stesso coreografo Eric Vu-An (3, 4, 5 febbraio) che si alternerà con l’étoile dell’Opera di Roma Mario Marozzi (7, 8 febbraio). Dirige per la prima volta l’Orchestra dell’Opera l’olandese Koen Kessels; le luci sono di Patrick Méeüss. Dopo la prima del 3 febbraio (ore 20,30), Coppélia sarà replicato sabato 4 (ore 18.00), domenica 5 (ore 16.30), martedì 7 (ore 20.30) e mercoledì 8 (ore 20.30). La favola d’amore, ambientata in un’immaginaria Galizia, tra danze di carattere, mazurche e l’eleganza del linguaggio classico è un inno alla gioia di vivere e alla tenerezza, che si respirava alla fine dell’Ottocento alle soglie della grande crisi che avrebbe colpito l’Europa. “Se ne potrebbero fare tantissime riletture ma in realtà tutto è già lì: il fascino, l’umorismo, l’ingenuità degli adolescenti innamorati – spiega il coreografo francese – E’ un balletto raro, perché non ci sono personaggi negativi”. A proposito dell’allestimento, continua Vu-An, “ho voluto riprodurre i teloni dipinti, i costumi originali, insomma ho conservato l’ambiente e la freschezza della creazione”. (red)
