(7 feb) In Kazakistan per aiutare i bambini malati di cuore: questo l’obiettivo della missione prevista per il 2012, organizzata dalla Fondazione italiana “Aiutare i bambini”, con sede a Milano (www.aiutareibambini.it) e gli Ospedali Riuniti di Bergamo. L’anno scorso, dall’8 al 17 aprile, la missione si è svolta ad Almaty, la vecchia capitale, presso lo Syzganov Scientific Centre of Surgery. Protagonista assoluta è stata un’équipe medica composta interamente da personale volontario degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Per il 2012 le altre missioni sono previste in Uzbekistan (con un team misto degli Ospedali Riuniti di Bergamo e dell’Ospedale Niguarda di Milano), Eritrea (con il team dell’Ospedale G. Pasquinucci di Massa) e infine Camerun (con il team del Policlinico di San Donato Milanese). Cambogia, Nepal e Sudan sono invece i tre Paesi nei quali la Fondazione sosterrà i costi di 110 operazioni. Mentre 20 bambini arriveranno in Italia dal Kosovo e dallo Zimbabwe per essere operati. Nel mondo ogni anno nascono circa un milione di bambini affetti da cardiopatie e malformazioni cardiache congenite: di questi circa la metà avrebbe bisogno di un intervento chirurgico entro il primo anno di vita. Ma in molti Paesi in Africa, Asia o Est Europa mancano le strutture e il personale medico per realizzare operazioni così complesse. Attraverso la campagna “Cuore di bimbi” la fondazione raccoglie i fondi per finanziare le missioni: è possibile donare 2 euro con un sms al numero 45507 da telefono cellulare Tim, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile o CoopVoce oppure con una chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TeleTu. Chiamando il 45507 da rete fissa Telecom Italia, Infostrada o Fastweb la donazione è, a scelta, di 2 oppure 5 euro. L’iniziativa è valida dall’8 al 28 febbraio. (Roc)
SCHEDA / COME FUNZIONANO LE MISSIONI
Durante ogni singola missione all’estero, della durata mediamente di una settimana, i medici volontari riescono ad operare circa dieci bambini e a visitarne un centinaio. Ma il loro compito non si limita a questo: hanno un ruolo importante anche nella formazione dei medici locali e nel verificare la presenza di attrezzature adeguate presso gli ospedali del posto. Se invece sul posto sono presenti strutture e medici, la Fondazione copre i costi delle operazioni per le famiglie che non sono in grado di sostenerli. Infine, nel caso in cui manchino sia le strutture sia i medici, i piccoli pazienti vengono portati in Italia per essere operati direttamente nel nostro Paese. Attraverso queste diverse modalità, dal 2005 ad oggi sono stati operati e salvati 490 bambini.
