(8 Feb) – Il mercato della telefonia mobile è in continua espansione e gli operatori del settore stanno investendo nelle infrastrutture come mai accaduto prima.
L’utilizzo sempre maggiore e preferenziale degli apparecchi mobili ha portato alla luce un problema fondamentale: come alimentare le reti telefoniche mobile in caso di interruzioni di corrente? Le stazioni che garantiscono la rete mobile sono ad oggi alimentate con batterie al piombo e gruppi elettrogeni diesel. Difficile riuscire a proporre sistemi alternativi a tecnologie in uso da molto tempo e quindi testate con successo. La Electro Power System di Torino sta proponendo al mercato un nuovo sistema di alimentazione, che non richiede carburante esterno e che sfrutta un eletrolizzatore interno per produrre il combustibile di cui ha bisogno: l’idrogeno.
I recenti progressi della ditta italiana hanno portato ulteriori innovazioni, come l’aggancio dell’alimentatore a turbine eoliche o a pannelli solari. Kerry-Ann Adamson, ricercatrice alla Pike Research, a Boulder in Colorado, racconta il lavoro della ElectroPs “Lo sviluppo di un sistema di alimentazione all-in-one, che utilizzi fonti rinnovabili e possa sfruttare idrogeno è il ‘santo gran’ di qualsiasi società nel campo delle pile a combustibile. La ElectroPs è unica sul mercato a disporre di una tale offerta”. Telecom, uno dei primi clienti, ha giù acquistato nel 2009 un sistema della ElectroPs e da allora altri 250, e nel 2012 ne comprerà 50. Alberto Landucci, che si occupa delle iniziative legate al risparmio energetico di Telecom Italia, spiega: “E’ un sistema semplice e affidabile, è un miglioramento del sistema tradizionale, dura di più e costa meno, funziona ad alte temperature”. (Peg)
SCHEDA / COME FUNZIONA LA PILA DELLA ELECTRO PS
Il sistema progettato dall’azienda torinese ElectroPs è ospitato in un cabinet di un metro cubo. In caso di blackout, la pila fa circolare il liquido al suo interno, producendo elettricità e idrogeno. Il liquido – semplice acqua – è stoccato in serbatoi sul fondo del cubo e viene spinta solo nel caso in cui, in quel momento, non siano disponibili energie alternative, come energia eolica e solare. Successivamente, l’elettrolizzatore fa passare la corrente elettrica prodotta attraverso l’acqua, producendo ossigeno e idrogeno. Quest’ultimo servirà per alimentare nuovamente la pila nel blackout successivo. L’intero sistema richiede poca manutenzione e un ricambio d’acqua annuale.