Via libera della Camera alla fiducia posta dal governo sul decreto cosiddetto “svuota carceri”, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri. I voti favorevoli sono stati 420, 78 i contrari e 35 gli astenuti. Il voto finale sul provvedimento, che il Governo ha chiesto di votare nello stesso testo già approvato dal Senato, si terrà il prossimo martedì. Molto dura la posizione della Lega Nord sul provvedimento, definito “un pannicello caldo”. Annunciando il voto contrario del gruppo, il leghista Luca Paolini ha spiegato in Aula: “Non è colpa di questo governo se le carceri sono sovraffollate ma non si può contrabbandare questo pannicello caldo con una panacea. A parte il tentativo infelice di deflazionare il sistema delle carceri, questo decreto introduce alcune innovazioni che complicheranno la vita all’apparato giudiziario”. “Questo governo – ha continuato Paolini – sta vincendo ma sul suo cammino c’è un piccolo ostacolo, la Lega nord, una forza nata dal cuore del popolo che si oppone anche a queste scorribande consociative che servono per zittire quelle voci che vengono dalla gente che solo noi rappresentiamo”. No alla fiducia anche dai parlamentari dell’Italia dei Valori. Secondo il leader dell’Idv Di Pietro “ancora una volta si assiste a una resa incondizionata dello Stato ai criminali e ai delinquenti”. “Serve un’edilizia carceraria migliore non dei condoni ogni due anni” ha detto Di Pietro. Hanno scelto invece l’astensione i parlamentari radicali. “Questo decreto – ha detto in Aula Rita Bernardini – rischia di divenire l’alibi per non fare quello che è necessario e improcrastinabile per corrispondere a quanto da trenta anni la giustizia europea ci ingiunge di fare per rientrare nella legalità su giustizia e carceri. Il provvedimento che si deve fare è l’amnistia”. Voto favorevole al provvedimento da Pd, Pdl e Terzo Polo. Nel suo intervento in Aula il deputato del Pdl Manlio Contento ha però precisato: “Votiamo questa fiducia ma lo facciamo con il dovuto senso critico: un governo tecnico comincia ad assumere ruoli da governo politico e questo ci appare singolare”. (PO / Clr – 9 feb)