Tra le grida di liberazione, le lacrime e gli applausi dei familiari delle vittime dell’amianto è stata accolta la sentenza del Tribunale di Torino che ha condannato in primo grado a 16 anni di carcere ciascuno lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis De Cartier, rispettivamente 65 e 91 anni. I due imputati, che all’epoca dei fatti contestati erano ai vertici della multinazionale Eternit, rispondono di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche. Per entrambi la Procura aveva chiesto 20 anni ciascuno. In sostanza i giudici hanno confermato la tesi dell’accusa – rappresentata dai pm Raffaele Guariniello, Gianfranco Colace e Sara Panelli – secondo la quale i vertici dell’Eternit hanno continuato a mantenere operative le fabbriche pur essendo a conoscenza della nocività dell’amianto e hanno omesso di utilizzare le precauzioni necessarie, come mascherine e guanti. Secondo la difesa, invece, che sostiene l’innocenza di entrambi gli imputati, all’epoca dei fatti non era possibile essere a conoscenza di quanto fosse nocivo l’eternit. Nel complesso, sono almeno 2300 le vittime negli stabilimenti italiani, a partire dal 1952: ben 1500 i morti nello stabilimento di Casale Monferrato, il più grande d’Italia, chiuso nel 1986. Nel dispositivo della sentenza, si fa una distinzione tra i diversi stabilimenti: Schmidheiny e De Cartier sono stati ritenuti colpevoli per gli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo (Torino), mentre per gli stabilimenti di Rubiera in Emilia Romagna e Bagnoli in Campania i giudici hanno dichiarato che non si deve procedere perché il reato è estinto. I giudici hanno disposto inoltre risarcimenti milionari a favore delle parti civili che si sono costituite nel processo. “Speravo di riuscire a piangere almeno oggi, invece niente da fare, non ho mai pianto, ho solo avuto un momento di smarrimento, è tutto troppo duro per lasciarsi andare” afferma Romana Blasotti, presidente dell’Associazione familiari vittime amianto. “Quella di oggi – aggiunge – è comunque una bella notizia, questo Tribunale ha fatto un buon lavoro ma per noi è solo una puntata, vedremo ancora amici morire, e abbiamo ancora tanta rabbia e tanta strada da fare”. “Con la sentenza di oggi abbiamo realizzato il sogno di dare giustizia a molte famiglie”, afferma soddisfatto Raffaele Guariniello. “Questa è una grande giornata, ma non significa che la battaglia contro l’amianto sia finita. La battaglia contro l’amianto è un’ emergenza non solo locale, non solo nazionale, ma direi piuttosto a livello internazionale” questo invece il commento a Sky TG24 Pomeriggio del ministro della Salute Renato Balduzzi. (Roc – 13 feb)
