(15 feb) – Vetro, metallo e soprattutto ceramica. Elementi (quasi) nuovi per rifinire le facciate esterne degli edifici nell’architettura di un 21esimo secolo in costante mutamento. E l’Italia, in questo scenario, potrà ritagliarsi un ruolo di primissimo piano per rilanciare in particolare l’industria ceramica domani sarà protagonista alla conferenza sulle facciate dal titolo “Creating the 21st Century Facade: How Architects and Fabricators are Advancing Curtain Wall Design in the Digital Age”. L’incontro, organizzato per la prima volta dalla rivista The Architect’s Newspaper, si terrà al McGraw Hill Auditorium di New York, e vedrà la partecipazione come key-note speaker di Patrik Schumacher, direttore dello studio Zaha Hadid Architects. Un’intera sessione, dal titolo “Creating Sustainable Facades with Metal, Mesh, Ceramic and Composites”, sarà dedicata alle piastrelle di ceramica italiane. Undici le aziende del Belpaese che parteciperanno all’iniziativa, esponendo i materiali e le proprie realizzazioni: Atlas Concorde, Casalgrande Padana, Coem, Cooperativa Ceramica d’Imola, Emilceramica, Florim, Lea, Marazzi, Mirage, Il Palagio e Ceramica Sant’Agostino. L’incontro di New York è dedicato ad architetti, designer, developer, progettisti e costruttori che assisteranno all’illustrazione di case studies architettonici di recente realizzazione. Grande il riscontro di pubblico, a giudicare dai pre-registrati a pagamento a tale incontro, che mette in evidenza le tecnologie applicative più innovative possibili e realizzabili con la ceramica italiana. (Ram)
SCHEDA / CERAMICA, COLONNA DELL’ABITARE ITALIANO
Il settore della ceramica, tipico del made in Italy, è una colonna portante dei materiali dell’Abitare Italiano, la cui fortissima vocazione ai mercati di tutto il mondo vale la leadership del commercio internazionale in valore per il proprio comparto ed una quota di internazionalizzazione produttiva pari al 15% del totale dell’attività. L’industria italiana della ceramica è oggi un settore che conta circa 290 aziende e 38 mila addetti, in grado di fatturare 6.517 milioni di euro derivanti da 2.552 milioni da vendite sul mercato domestico (e di queste ben 815,6 derivano dalle vendite delle fabbriche estere sullo stesso mercato sede degli stabilimenti) e da 3.965 milioni di euro di esportazioni nei cinque continenti. Sono questi i dati che emergono dall’Indagine Statistica Nazionale realizzata dal Centro Studi Confindustria Ceramica sulle industrie di piastrelle di ceramica, ceramica sanitaria, stoviglieria e materiali refrattari relative all’anno 2010, l’ultima pubblicata da Confindustria Ceramica.
