Difficoltà ad affrontare la vita di tutti i giorni, ma anche insonnia e tendenza a isolarsi. Sono alcuni degli effetti del disturbo post traumatico da stress, disturbo che, secondo i più recenti dati dell’area sanitaria Caritas colpisce anche un’alta percentuale di immigranti in Italia. Su un campione di 391 migranti visitati nel servizio di medicina generale del poliambulatorio Caritas di Roma per persone in condizione di fragilità sociale (immigrati non inseriti e richiedenti asilo), il 73,65% riporta gravi difficoltà di vita in Italia e più del 10% soffre di un disturbo post traumatico da stress (PTSD). Inoltre, per ogni difficoltà post-migratoria in più, il rischio relativo di avere un PTSD aumenta di 1,19 volte. I dati, presentati oggi all’Istituto superiore di sanità, “ci dicono che oltre 7 stranieri su 10 nel nostro Paese vivono in condizioni di grave disagio – dichiara Enrico Garaci, presidente dell’ISS -. Questo, unitamente al fatto che più del 10% soffre di un disturbo post traumatico da stress, conferma che il concetto di cura è un concetto globale e va oltre il singolo intervento terapeutico. Nella popolazione immigrata è fondamentale un’attenzione altissima alla sofferenza psichica che può riflettere forti disagi materiali senza dimenticare mai che anche lo sradicamento e la solitudine possono far ammalare altrettanto il corpo in quell’unità indivisibile che è la persona”. (Red – 16 feb)
