(16 – feb) L’arte di gustare il vino rappresenta da sempre un’eccellenza italiana ed è naturale che anche dalla Cina si guardi con molto interesse a questa nostra tradizione. Veri corsi di sommelier “Made in Italy” in Cina, scuole per la formazione tecnica e culturale al vino italiano a Shanghai e a Pechino, pre-corsi di italiano, fornitura di materiale didattico e rilascio di un titolo di Sommelier da parte dell’Associazione italiana sommelier. Ecco l’ambizioso progetto nato per formare classi di sommelier cinesi stipulato tra Università per stranieri di Siena, Associazione italiana sommelier ed Enoteca italiana con l’intento di affermare i valori qualitativi e culturali dei vini italiani in Cina. Il protocollo d’intesa, patrocinato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, è stato firmato oggi da Massimo Vedovelli, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Antonello Maietta, presidente Associazione italiana sommelier e Claudio Galletti, presidente dell’Ente Vini – Enoteca italiana. I primi due corsi avranno luogo nelle città sedi del progetto “100 enoteche italiane” che stanno sorgendo in Cina: Shangai e Pechino. In un secondo momento verranno individuate altre città per lo svolgimento dei corsi, in collaborazione con università, agenzie cinesi o consorzi italiani presenti in Cina. “L’Associazione italiana sommelier si ritiene particolarmente lusingata di poter offrire il proprio contributo, insieme a due partner istituzionali di eccellenza, alla divulgazione della cultura di un prodotto strategico per l’economia italiana – dichiara il presidente Associazione italiana sommelier Antonello Maietta -. Siamo anche convinti che questa collaborazione porterà innegabili benefici non solo al settore vitivinicolo ma all’intero scenario dell’agroalimentare del nostro Paese, con risvolti significativi anche per il settore turistico nazionale”. (Roc)
SCHEDA / IL LAVORO DEI SOMMELIER SPINGE L’EXPORT DEL VINO
Il lavoro dei sommelier contribuisce a spingere la crescita del vino Made in Italy nel mondo dove le esportazioni hanno fatto segnare un aumento record del 16 per cento nel primo semestre del 2011. Lo rivela la Coldiretti, che sottolinea come la diffusa presenza di sommelier italiani all’estero abbia favorito la presenza del vino Made in Italy sulle tavole straniere dove nel 2011 si è bevuto più vino italiano che in Italia. La Coldiretti stima in quasi 23 milioni gli ettolitri di vino bevuti all’estero a fronte di un consumo nazionale di poco inferiore ai 21 milioni di ettolitri. Il successo del vino italiano all’estero è suggellato dal fatto che nel 2011 le esportazioni di vino italiano hanno superato nel 2011 quelle della Francia che si è fermata ad appena 14 milioni di ettolitri di vino esportato. Il risultato è particolarmente significativo poiché secondo le stime mondiali per il 2011 fornite dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv) in Francia nel 2011 – sottolinea la Coldiretti – sono stati prodotti 49,6 milioni di ettolitri, equivalenti a un aumento del 9 per cento mentre l’Italia con il minimo storico di 42,2 milioni di ettolitri ha perso il 13 per cento e retrocede quindi al secondo posto. Il forte calo nelle quantità di vino prodotto in Italia è stato accompagnato nel 2011 da un miglioramento qualitativo.

