Sono tre i giorni di fermo giudiziario per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due Marò italiani accusati dalle autorità indiane dell’uccisione di due pescatori al largo delle coste del Kerala. Mentre a Kollam è in corso una protesta anti-italiana davanti all’abitazione del magistrato che interrogherà i due militari sale la preoccupazione nel nostro Paese. I ministeri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia sono in prima linea per la soluzione della crisi: “Allo stato delle cose ci sono considerevoli divergenze di carattere giuridico” ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi che si augura una “maggiore collaborazione” con il governo di New Delhi per risolvere il caso. A ribadire “la posizione del Governo” è stata oggi anche la guardasigilli Paola Severino che da Reggio Calabria, dove si trova per impegni istituzionali ha sottolineato che “è molto ferma sulla carenza di giurisdizione indiana. I rilevamenti satellitari – ha aggiunto – provano che la nave battente bandiera italiana era in acque internazionali e la giurisdizione è nostra”. Secondo la guardasigilli “tutto quello che viene detto è basato su idee, ma la prova sullo svolgimento dei fatti, versioni che sono totalmente contrapposte tra le due parti, ancora non c’è stata”. Intanto la procura di Roma attende con ansia una comunicazione ufficiale: è anomalo, infatti, che a sei giorni dai fatti a piazzale Clodio non si arrivata alcuna informativa.(red – 20 feb)