“Sto preparando un adattamento in spagnolo per i testi dello spettacolo ‘Il viaggio i padri l’appartenenza’. C’è molta attenzione verso una rilettura ironica dei temi narrativi legati all’emigrazione. Il mio obbiettivo è raccontare l’italianità con le difficoltà di oggi, le fughe all’estero, le nostre paure e le nostre ossessioni. L’idea è quella di fare una settimana in un teatro della capitale e poi replicare a Cordova e in altre città: ci stiamo lavorando insieme a ‘Los Anos Luz’, la nostra casa discografica a Buenos Aires”. Peppe Voltarelli parla con entusiasmo della sua prossima turnée in Argentina, in programma in autunno. Il cantautore calabrese proporrà al pubblico lo spettacolo “Il viaggio i padri l’appartenenza”: monologo di teatro canzone ispirato a fatti realmente accaduti. Il fondatore del “Parto delle Nuvole Pesanti”, band conosciuta per la sua musica folk-rock sperimentale, da cui si è allontanato nel 2006 dopo 15 anni per dedicarsi alla carriera da solista, si esibisce da anni all’estero: Repubblica Ceca, Austria, Spagna, Svizzera, Germania. Negli ultimi anni ha tenuto concerti in Canada, Stati Uniti e Messico e non sono mancate collaborazioni importanti mentre lo scorso anno, l’uscita del disco l’ “Ultima notte a Malà Strana” che ha vinto la Targa Tenco 2010 come miglior album in dialetto, è stata accompagnata da una tournée in Quebec in cui Voltarelli si è avvalso della collaborazione dall’italo-canadese Marco Calliari. Il videoclip “Scarpe rosse impolverate”, brano tratto dal suo ultimo album, è stato girato invece nei giorni scorsi a Buenos Aires da Tony Gutierres e vede la partecipazione del cantante argentino Kevin Johansen: “Mi piace appassionarmi alle musiche del luogo dove mi trovo – racconta Voltarelli – impadronirmi con velocità delle basi della lingua per giocare con le parole, provare a sbagliare, fare interviste senza traduttore, suonare con musicisti locali i miei e i loro pezzi insieme. Mi piace parlare col pubblico in maniera sincera, senza filtri – aggiunge il cantante – nei momenti di difficoltà pesco nella mia meridionalità: c’è un mondo poetico lì dentro che mi salva sempre: nomi, soprannomi, dialetto, versi, luoghi veri e inventati, il pubblico ride e pensa che io sia matto, è bello vero?!”. L’ex leader della band calabrese racconta invece così il clip “Scarpe rosse impolverate”: “Nasce dalla collaborazione col regista messicano Gutierres che mi ha seguito per due settimane durante la tournèe filmando tutto: concerti, balletti in strada e camminate a San Telmo. Poi tornato a Città del Messico ha montato il clip inserendo i disegni animati di Andrea Tarli, un bravissimo artista piceno con cui collaboro da qualche anno; è venuta fuori un’opera fresca e divertente che a giudicare dalle visite on line sta piacendo molto”. E a proposito di Johansen aggiunge: “Ho conosciuto Kevin nel 2009 durante il primo viaggio in Argentina e lui è stato ospite nel mio concerto; abbiamo cantato un paio di brani insieme alla Trastienda, un club storico della capitale, e da allora siamo diventati subito amici, così lui ha accettato di partecipare al clip. Quando torno a Buenos Aires viene sempre a sentirmi e se è in vena sale sul palco per una jam. Kevin è un artista molto amato in Argentina per le sue canzoni ma anche per la sua personalità sempre disponibile e curioso delle novità. Mi piacerebbe molto portarlo a suonare in Italia”. Mentre il pubblico argentino si prepara ad ascoltare dalla voce di Voltarelli il “continuo migrare per il mondo”, tema molto caro all’artista, il cantante di “4 Battute Di Povertà” e delle bellissime “Lupu”, “Resta Sula”, “Riturnella”, parla così del fenomeno della nuova emigrazione e dei giovani che lasciano il nostro Paese per andare a lavorare all’estero: “Chi se ne va è coraggioso, è curioso e non si arrende, cerca nuove strade. Oggi – dice il cantautore – non si tratta di fughe ma di vere e proprie scelte consapevoli, ponderate e maturate da un desiderio di curare il proprio talento senza aspettare raccomandazioni o favoritismi di genere. Penso che sia una questione di indole, di carattere: c’è chi reagisce organizzandosi sul posto e chi è portato a fare la valigia. Io porto rispetto per entrambi ma nutro disprezzo per chi spreca il talento o lo umilia abbassando la qualità delle cose, proponendo bruttezze come spesso accade nel nostro Paese”. (Gil)