(6 mar) – Non si respira. Il 36,8 per cento delle famiglie italiane, più di una su tre, segnala problemi di inquinamento dell’aria. I dati sono dell’ISTAT, che nel 2011 ha avviato un’indagine per conoscere l’opinione dei cittadini sulla qualità dell’aria. Niente di scientifico, l’istituto nazionale di statistica ha chiesto agli italiani un responso “a pelle”, che nulla ha a che vedere con le rilevazioni effettive degli inquinanti. Si tratta della percezione della qualità dell’aria, che comunque influisce non poco sulla qualità della vita. Nonostante tutto i cittadini si sono espressi con chiarezza. Nel 2011, il 36,8 per cento delle famiglie italiane ha segnalato problemi relativi all’inquinamento dell’aria e il 19,0 per cento la presenza di odori sgradevoli. Questi sono frutto di una media nazionale. Se andiamo a vedere “buoni e cattivi” fra le singole realtà regionali scopriamo valori differenti. Il 43,3 per cento delle famiglie del Nord-ovest dichiara di percepire problemi di inquinamento atmosferico, con un picco del 49,2 per cento in Lombardia. Invece la regione settentrionale in cui si ha una percezione migliore della qualità dell’aria è la Valle d’Aosta, in cui solo il 19,1 per cento delle famiglie segnala problemi di inquinamento. Difficile situazione anche in Lazio, dove quasi una famiglia su due (il 45,1%) non è contenta dell’aria che respira, mentre restando al centro della penisola Toscana, Umbria e Marche registrano quote inferiori alla media nazionale. Nel Mezzogiorno solo in Campania (44,6 per cento) la quota delle famiglie che dichiarano di percepire problemi di inquinamento è superiore al dato medio nazionale. Puglia, Basilicata e le isole sono ben al di sotto. Per una volta una riscossa del meridione, che lascia alle più industrializzate regioni del nord il poco ambito primato di regioni… più puzzolenti d’Italia.
Fonte: ISTAT
http://noi-italia.istat.it/fileadmin/user_upload/allegati/11.pdf
