(9 mar) – “In Banca d’Italia nel 1980, pochi anni dopo la mia assunzione, la percentuale di donne era di poco meno di un quarto: lo 0,2 per cento dei dirigenti, il 12 per cento dei funzionari, il 26 per cento negli altri ruoli. Al Servizio Studi erano il 46 per cento, per lo più negli ‘altri ruoli’ dove coprivano il 70 per cento delle posizioni; non c’era nessun dirigente, erano il 14 per cento dei funzionari”. Lo ha detto il Governatore, Ignazio Visco, intervenendo al convegno “Le donne e l’economia italiana” in cui sono stati presentati e discussi i risultati di un progetto di ricerca realizzato sul tema dalla Banca. “Oggi – ha proseguito Visco – le donne sono il 35 per cento della compagine e rappresentano il 20 per cento dei dirigenti. Nell’area della Ricerca economica sono oggi il 43 per cento, ma con una composizione molto diversa dal 1980: sono il 21 per cento dei dirigenti e il 33 per cento dei funzionari. In molti servizi rappresentano una percentuale significativa della dirigenza; di alcuni servizi hanno la massima responsabilità. Questa evoluzione è in buona parte il frutto, da un lato, dell’aver compreso l’importanza della ‘diversità’ delle competenze, delle attitudini, delle modalità di lavoro nell’assicurare risultati migliori; dall’altro della prevalenza assoluta di meccanismi di selezione pienamente basati sul merito e sull’impegno. L’attenzione recente è volta a evitare che permangano discriminazioni implicite, non volute: un esempio è l’analisi svolta sui nostri test di ammissione in cui temevamo appunto che alcuni esiti fossero associati a discriminazioni non volute. Dalle nostre analisi non sembra che sia così, ma crediamo sia stato importante verificarlo”.
Fonte:
http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2012/visco_070312/visco_070312
