Roma, 16 mar – Si è parlato di frontalieri, ieri a ‘Italiani nel mondo chiamano Roma’, la trasmissione in onda tutti i giovedì sui canali di YouDem. “Le discriminazioni nei riguardi di questa categoria di lavoratori ‘migranti’ sono diminuite – si legge in una nota della redazione – ma ancora non si è arrivati ad una parità di trattamento con gli altri lavoratori a livello fiscale, previdenziale, strutturale”. Franco Narducci, deputato del Pd eletto all’estero, da sempre in campo per la difesa dei diritti dei frontalieri, ha ribadito la “preoccupazione per la mancanza di un dialogo tra il nostro Paese e la Confederazione elvetica” e ha “auspicato una ripresa dei negoziati con la Svizzera”. Per Gianmarco Gilardoni (Cisl), i frontalieri rappresentano “l’anello debole del mercato del lavoro, spesso trattati come ‘ostaggi’ in dispute tra governi di paesi confinanti, come ad esempio nella questione fiscale Italia-Svizzera considerati come evasori e non come lavoratori, o nella Repubblica di San Marino, fino a poco tempo fa aventi diritto solo a contratti a tempo determinato”. Per Claudio Pozzetti (Cgil) i frontalieri “devono essere considerati al pari degli altri lavoratori, non come arma di ricatto dei governi, e il Parlamento dovrebbe porre maggiore attenzione a questa categoria”. Roberto Cattaneo (Uil), ha posto invece l’accento “sull’evoluzione professionale dei frontalieri, lentissima e continua dal 2005, di lavoratori specializzati con diploma o laurea. Coro unanime dei sindacati, critici verso le autorità italiane e locali che spesso mostrano disinteresse nei riguardi di questa mobilità transnazionale, e preoccupati anche da fenomeni di discriminazione nei riguardi dei frontalieri, di alcuni gruppi politici, come la Lega Ticinese, che a volte sfociano in episodi di razzismo”. (red)
