Da quattro giorni centinaia di immigrati, circondati dalla Polizia, si sono raggruppati tra via di Santa Croce in Gerusalemme e viale Manzoni per chiedere il permesso di soggiorno. Oggi, al culmine della protesta, un uomo si è cosparso di alcol minacciando di darsi fuoco. Tutto è cominciato da un tam tam nella rete che annunciava la riapertura dell’ iter per i permessi di soggiorno straordinari rilasciati dal 1 gennaio al 5 aprile 2011 durante la rivoluzione tunisina e la conseguente ondata di sbarchi. In realtà, si sarebbe trattata di una truffa. Oggi, al culmine della protesta, un uomo si è cosparso di alcol minacciando di darsi fuoco. Tante le testimonianze, co quella di Mabrouk, 32 anni nato in Tunisia. che dalla Sicilia ha affrontato un viaggio di 19 ore per arrivare a Roma: “Mi avevano detto che qui si faceva la richiesta per il permesso di soggiorno. Ma non è vero nulla”. Altri sono arrivati dalla Francia, passando il confine di Ventimiglia. Mohamed, tunisino a Bologna da quattro anni, riferisce che altri suoi amici sarebbero stati attirati con la stessa promessa la scorsa settimana. A dare questa informazione fuorviante sarebbe stata un’associazione per stranieri che si trova nelle vicinanze del luogo della protesta e che, sotto il pagamento di 20 euro, avrebbe rilasciato un certificato di domicilio, definendolo indispensabile per avviare l’ iter burocratico. L’ associazione è chiusa da due giorni e, secondo quanto riferito dai dirigenti di polizia presenti al sit-in, i responsabili del Centro sarebbero già stati denunciati mentre per cento migranti è già scattata l’espulsione. (20 mar – Naf)
